"L’intercultura: è un bene? o una cosa insignificante? cosa ne pensate?” è stata una delle tre domande che abbiamo rivolto agli alunni di tutte le prime superiori del Liceo Statale Alfano I, Pastena - Salerno, nella seconda settimana dell’animazione missionaria intitolato “Compagni di viaggio” che praticamente si tratta di un percorso di 5 settimane, grazie alla collaborazione di qualche insegnante di religione, sui temi: missione, intercultura, migrazione, ecologia ed I care (mi impegno).
A tale domanda i ragazzi hanno detto che l’interculturalita' è un bene perché l’unione fa la forza:
“E' un bene perché uniti siamo più forti anche perché l’interculturalità ci permette di relazionarci meglio con l’altro; noi pensiamo che ci aiuti ad essere più uniti e ad aiutarsi gli uni con gli altri e a interagire con culture diverse; pensiamo che sia una cosa positiva per comprendere che non esistono culture giuste o sbagliate e aprire la mente a una visione più ampia del mondo; è un bene perché grazie all’interculturalità c’è un reciproco scambio di idee, opinioni, senza però modificare la propria identità”.
Un esempio quotidiano che verifica l’importanza dell’interculturalità, cioè nel riconoscere e nel dare spazio alla diversità, è l’orchestra: in un’orchestra ci sono vari strumenti, perché se ce ne fosse soltanto uno non sarebbe la stessa cosa.
Un insegnante, che era presente, alla fine dell’incontro in una classe, mi ha detto che nella politica mondiale succede un paradosso:
i governi vogliono aprirsi all’altro quando c’è l’interesse economico, però ci si chiude quando si parla del dramma umanitario.






