Zippori dista 7 km da Nazaret. I suoi abitanti, dopo la morte di Erode (4 a.C.) avevano promosso una ribellione contro il dominio romano che reagìradendo al suolo la città, crucifiggendo i rivoltosi più violenti e riducendo in schiavitù gran parte della popolazione.
Erode Antipa, figlio di Erode il Grande, ne aveva ordinato la ricostruzione. Giuseppe, il padre di Gesù, come altri artigiani di Nazaret e dei villaggi prossimi, tutti molto poveri e senza risorse, furono impiegati nelle opere della nuova città. In occasione delle nozze di Cana, Giuseppe, passò la giornata nel lavoro e tornò a casa dopo il tramonto.
Da tempo aveva pensato di fare un regalo a sua moglie. Ma il denaro che guadagnava era così scarso che non consentiva spese extra. D’altra parte, per Maria egli voleva qualcosa di cui lei si potesse sentire orgogliosa e invidiata dalle altre donne. Non le aveva potuto dare agi e ricchezze nella loro vita coniugale, ma zoccoli come quelli chestringeva nella sua bisaccia quella sera, nessuna donna della Galilea li avrebbe mai calzati. In essi c’era tutta la sua abilità di falegname e la passione di uomo innamorato.
In casa, Maria già aveva preparato la cena. Lavò i piedi a Giuseppe, come faceva tutte le sere, con untrasporto che superava in molto il dovere impostole dalleusanze sociali. Poi Giuseppe guidò le 18 benedizioni prescritte e si misero a tavola. Il discorso cadde sulle nozze di Cana.
Maria aveva qualcosa che le girava dentro e che venne fuori subito:
- Ricordi la prima volta che abbiamo portato questo tuo figlio a Gerusalemme? Quando lo abbiamo ritrovato nel tempio che bella risposta mi ha dato? Ricordi? Oggi ha fatto lo stesso! E sì che non è più un adolescente.
- Cosa ha fatto?
- Come tu sai, io ero là per dare una mano alla famiglia dello sposo di cui siamo parenti. Ero nella cucina e mi sono accorta che stava finendo il vino. C’erano più invitati del previsto, anche per l’arrivo di Gesù con i suoi nuovi amici. Ho pensato che lui poteva avere qualche idea… L’ho cercato e gli ho parlato della mia preoccupazione. Non era esattamente una richiesta la mia, ma lui è venuto fuori con quella frase: “Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora". Per fortuna non c’era nessuno vicino a noi perché quelle parole mi ferisconosempre. Siccome lo conosco, ho capito che non mi avrebbe deluso e parlai con gli inservienti.
- Non parlò – intervenne Gesù, sorridendo. - Diede ordini. Parlò come una regina. Così:
- "Fate quello che vi dirà". E quelli ubbidirono come si ubbidisce a una regina…
Gesù scherzava, naturalmente. Ma Giusepe, che sedeva accanto alla moglie, mise il suo braccio attorno alle spalle di lei, la strinse a sé e disse:
- Per me, in questa casa, lei è più di una regina. E lo sarà sempre. Non sono ammessi colpi di stato.
- Così è difficile cambiare il mondo! scherzò Gesù.
Maria si era alzata da tavola e aveva preso un’anfora che teneva nascosta nell’armadio.
- A proposito, tuo figlio si è ricordato di te alle nozze.
Ritirò il tappo dell’anfora e riempì il bicchiere di Giuseppe che provò ed esclamò:
- Eccellente! Una delizia.
Guardando Gesù continuò:
- Adesso ti sei messo a produrre vino?
Le parole di Giuseppe furono interrotte da qualcuno che bussava alla porta:
- Ho saputo che voi avete del buon vino. Tra un mese si sposa mio figlio. Sono venuto a vedere se ancora avete di quel vino.
- Noi non abbiamo vino da vendere. Alle nozze sono andati mia moglie e mio figlio, ma per quanto ne so, loro non avevano vino. È meglio che parliate con loro.
Gesù uscì e rimase a lungo a parlare con lo sconosciuto. Non deve essere stato facile spiegare al buon uomo l’impossibilità di soddisfare la sua richiesta.
L’interruzione era stata provvidenziale per Giuseppe che aspettava il momento buono per presentare a Maria il suo regalo. Quando Gesù rientrò, trovò i genitori teneramente abbracciati. Maria non riusciva a nascondere le lacrime. Gesù scherzò:
- Bello! I vostri devoti, tra duemila anni, immaginando scene come questa, si vedranno obbligati a censurare le vostre litanie e novene…
Maria si ricompose e mostrò al figlio il regalo appena ricevuto:
- Guarda cosa mi ha portato Giuseppe.
Gesù ammirò gli zoccoli e insistette perché la madre li calzasse subito dando vita alla prima sfilata di moda nella storia della Galilea.
Come per distrarre l’attenzione da sé, Maria disse:
- Oggi alle nozze c’era la figlia del rabbino. La più giovane. Immagino che tu l’abbia vista…
- Se l’ho vista! Deve essere venuta solo per esser vista da me!
- Non ti dispiace di farla soffrire?
Giuseppe intervenne:
- In giro dicono che non ti piacciono le donne.
- Qualcuna si è lamentata?
- Al contrario. È proprio perché le tratti bene che tutte vorrebbero che tu le considerassi…
- Sbaglio o c‘è alcuno in questa casa che sente la mancanza di una nuora? – sorrise Gesù.
- Parlando seriamente, – intervenne Giuseppe – Tu sai che tra di noi un uomo senza moglie alla tua età è molto malvisto.
- Sarà meglio andare a dormire - disseGesù cercando di evitare un discorso che avevano fatto tante volte e che sempre finiva lasciando la bocca amara.
La storia della misteriosa bevanda servita nelle nozze di Cana agitò per alcuni giorni le conversazioni nella monotona vita di quel dimenticato angolo di Palestina.
Chi aveva provato quel vino non si stancava di cantarne le meraviglie. La famiglia dello sposo giurava di non saperne l’origine; i servitori ebbero il loro momento di gloria al narrare per la centesima volta l’ordine di riempire le giare con acqua, il loro stupore quando lo stesso uomo aveva ordinato di portare a tavola l’acqua [ti dico che era proprio acqua!], la meraviglia del maestro di tavola al provare quella bevandaspeciale…
La discussione si protrasse per vari giorni e poi, non essendoci nessuno che la alimentasse si spense lentamente. Anche perché “dopo questo fatto, Gesù scese a Cafarnao, insieme a sua madre, ai suoi fratelli e ai suoi discepoli’’ (Gv 2,12).
Savio Cornaldesi sx.
Parma 31 maggio 2021.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






