RD Congo: Il senato revoca l'immunità parlamentare di Joseph Kabila
(fonte: Rete Pace per il Congo", "Congo Attualità n. 508)
INDICE:
1. IL SENATO CONGOLESE REVOCA L’IMMUNITÀ PARLAMENTARE DI JOSEPH KABILA
a. La procedura
b. Di cosa è esattamente accusato Joseph Kabila?
2. JOSEPH KABILA HA MESSO FINE AI SUOI SEI ANNI DI SILENZIO
a. Un discorso rivolto al popolo congolese
b. Dopo il suo discorso, come si può interpretare la strategia di Joseph Kabila?
3. L’ARRIVO DI JOSEPH KABILA A GOMA, CITTÀ OCCUPATA DALL’AFC/M23
a. Una serie di consultazioni
b. La strategia di Kabila crea divisioni
1. IL SENATO CONGOLESE REVOCA L’IMMUNITÀ PARLAMENTARE DI JOSEPH KABILA
a. La procedura
Il 22 maggio, il Senato della Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha revocato l’immunità parlamentare di Joseph Kabila, ex Presidente della Repubblica e attualmente senatore a vita. Questo provvedimento permette di avviare una procedura legale nei suoi confronti presso la giustizia militare, che potrebbe accusarlo di essere complice del gruppo armato Movimento del 23 Marzo (M23). Joseph Kabila, 53 anni, ha governato il Paese per 18 anni, tra il 2001 e il 2019.
I senatori hanno votato a scrutinio segreto, con un risultato finale di 88 voti a favore e 5 contrari. Essi hanno seguito le raccomandazioni della una commissione speciale ad hoc, i cui 40 senatori membri si erano già tutti espressi a favore di questa misura.
Ad aprile, il Ministro della Giustizia Constant Mutamba si era rivolto al tribunale militare, affinché avviasse una procedura giudiziaria contro Joseph Kabila per la sua “partecipazione diretta” all’M23. Successivamente, il procuratore generale militare aveva inviato al Senato una richiesta di revoca dell’immunità parlamentare di Kabila. Il procuratore generale presso l’Alta corte militare accusa Kabila di partecipazione a un movimento insurrezionale, tradimento, partecipazione a crimini di guerra e crimini contro l’umanità.
Secondo vari esperti legali, la revoca dell’immunità di un ex Presidente della Repubblica avrebbe dovuto richiedere una maggioranza di due terzi del Parlamento riunito in Congresso (Senato e Assemblea Nazionale dei Deputati). Tuttavia, il Senato ha seguito il parere della commissione speciale ad hoc, che ha stimato che le accuse mosse contro Kabila non riguardavano la sua posizione di ex presidente della Repubblica, ma quella di senatore a vita.
La richiesta del governo congolese contro Joseph Kabila è stata inviata poco dopo che quest’ultimo avesse annunciato il suo imminente ritorno in patria dall’esilio. Ad aprile, Joseph Kabila aveva infatti annunciato il suo imminente ritorno nella RDC rientrando “dall’est del Paese”, senza però precisare se sarebbe passato attraverso una zona sotto controllo dell’M23. In seguito a questo annuncio, le autorità congolesi hanno effettuato delle perquisizioni in diverse proprietà dell’ex presidente e sospeso il suo partito, il PPRD.
Secondo il rapporto della commissione speciale del Senato, incaricata di studiare la richiesta di autorizzazione di avvio di eventuali procedure giudiziarie contro Joseph Kabila, il pubblico ministero aveva iniziato le indagini contro Joseph Kabila ben prima delle istruzioni fornite dal Ministro della Giustizia.
Il pubblico ministero sostiene di disporre già di un insieme di prove. Egli menziona il fatto che Joseph Kabila si fosse già recato non solo a Goma, ma anche in Paesi definiti come ostili e afferma di avere ulteriori prove relative a questi viaggi. Non fornisce dettagli su queste prove perché, afferma, ancora coperte dal segreto istruttorio. Accusa inoltre Joseph Kabila di aver fornito appoggio finanziario all’AFC/M23 e precisa che le indagini su questi flussi finanziari sono già in corso. Ma, anche in questo caso, le prove rimangono coperte dal segreto istruttorio. Oltre alla partecipazione a un movimento insurrezionale, il Pubblico Ministero afferma di essere in possesso di prove che dimostrano l’appoggio di Kabila a un piano di rovesciamento delle istituzioni costituzionali, in collusione con una potenza straniera, il Ruanda.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






