“Minerali Insanguinati”: Fattori di Conflitti (N. Kivu, RD Congo) – 2ª Parte
Studio delle rivalità territoriali in una zona grigia dell’Africa centrale - Melvil Bossé – https://dumas.ccsd.cnrs.fr/dumas-02445404/document
INDICE
2. IL KIVU COME ZONA GRIGIA. UN CONFLITTO PERPETUATO DAL FALLIMENTO DEL CONTROLLO DELLO STATO
2.2. Istituzionalizzazione dei gruppi armati e ingerenza degli Stati confinanti. Gli attori nel cuore della guerra
2.3. La debolezza delle istituzioni dello Stato favorisce l’insicurezza
2.4. Conclusione della 2ª parte
3. GLI INTERESSI ECONOMICI COME LIMITI ALLO SVILUPPO LOCALE? LE SFIDE DELL’EST CONGOLESE
3.1. Lotte d’influenza nella RDC: una “economia di saccheggio” dei minerali
3.2. Il Kivu, luogo centrale del neocolonialismo?
3.4. Conclusione della 3ª parte
4. CONCLUSIONE GENERALE
2. IL KIVU COME ZONA GRIGIA. UN CONFLITTO PERPETUATO DAL FALLIMENTO DEL CONTROLLO DELLO STATO
2.2. Istituzionalizzazione dei gruppi armati e ingerenza degli Stati confinanti. Gli attori nel cuore della guerra
Il quadro dei gruppi armati nell’est della RDC è incredibilmente complesso. Se le fonti a volte differiscono sul numero dei gruppi armati presenti nel Kivu, è perché essi si rinnovano costantemente: compaiono, scompaiono, si fondono, si dividono, cambiano nome, alleati o nemici. Queste rapidi mutazioni, molto difficili da analizzare nel loro insieme, sono ancorate in quella zona grigia dell’Est congolese che è il Kivu e che si è creata in seguito all’indebolimento o all’assenza dell’autorità dello Stato. Certe personalità ostili all’autorità governativa cercano infatti di reclutare quanti più soldati possibile, in modo da poter imporre il loro controllo su determinate porzioni di territorio, generalmente ricche di minerali. Di conseguenza, sono queste personalità che controllano queste zone e vi esercitano la loro autorità di fatto, sostituendosi così allo Stato.
Va sottolineato che il potere economico e finanziario è raramente l’obiettivo iniziale dei gruppi armati, al momento della loro creazione. Inizialmente infatti, secondo Berghezan, «molti gruppi armati presenti nell’Est della RDC si sono formati in reazione a vari fattori, la cui origine era spesso ancorata in dinamiche locali: percezione di esclusione dovuta all’appartenenza etnica, conflitti fondiari relativi alla proprietà delle terre, insicurezza e incapacità delle autorità pubbliche a garantire lo Stato di diritto. Nel corso del tempo, alcuni di questi gruppi armati hanno deviato dai loro obiettivi iniziali per opportunismo politico ed economico. Essendo riusciti, con la violenza e con relativa facilità, a prendere il controllo su alcuni territori, essi hanno sostituito o preso possesso delle strutture statali, traendo cospicui vantaggi dalle ricchezze minerarie che hanno trovato nelle zone ormai sotto loro controllo».
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






