[fonte: sito delle Missionarie di Maria/Saveriane] *
L’accrescimento della comunicazione, l’incontro tra culture differenti a seguito di migrazioni o rapidità dei trasporti hanno favorito i contatti tra persone e la mescolanza di stili di vita, determinando un incremento dello scambio di informazioni e trasformando la vita quotidiana di tutti.
La vita religiosa e in modo particolare la vita missionaria è sempre stata una realtà un po’ internazionale e multiculturale, dovuta all’espansione degli Istituti, ma anche al “meticciamento” dei suoi membri.
L’essere interculturali e multiculturali, però, non significa ancora vivere l’interculturalità.
In primo luogo cerchiamo di comprendere il significato di alcuni vocaboli che utilizziamo:
- Monoculturale: è la condizione di chi non ha mai lasciato il proprio Paese o ambiente (Es: appartenenti a comunità composta da una sola cultura).
- Biculturale: è la situazione di chi cresce e vive in un contesto con due culture di uguale importanza e potere e può passare da una lingua/cultura all’altra senza difficoltà (Es: figli di genitori di Paesi diversi).
- Cross-culturale: è il caso di chi lascia la propria cultura per l’esperienza di un periodo breve o lungo in un altro contesto geografico e culturale (Es: missionari).
- Multiculturale: è la compresenza di più culture nello stesso spazio allo stesso tempo, secondo un modello di tolleranza o di dominio.
- Interculturale: è quando la presenza di più culture spinge il gruppo a fare un cammino per la costruzione di un nuovo spazio (frutto del NOI), che non appartiene a nessuna cultura delle presenti, ma in cui tutti si sentono bene e a casa.
Riconoscere le culture diverse e la capacità di vivere in contesti multiculturali, rispettando la diversità, e perfino godendone, è un passo importante, ma non basta! Nella Vita Consacrata ci si accontenta spesso con la multiculturalità, come espressione di universalità. Fermarsi al buon convivere tra persone di diverse culture, anche se è già una conquista, fa perdere l’occasione dello scambio reciproco tra culture. Questo scambio porta alla trasformazione e all’arricchimento di chi lo vive, cioè l’interculturalità.
Essa inoltre è un processo che entra nella storia, partecipa e interagisce con il contesto sociale, economico e politico in cui si svolge, favorendo i cambiamenti che permettono alle culture di crescere nella dimensione universale dell’umanità.
L’interculturalità segue appunto il modello kenotico dell’incarnazione di Gesù. Come spiega Gesù a Nicodemo: è necessario nascere di nuovo!
Nessuno nasce interculturale. Interculturali si diventa, passando per un processo di formazione interiore analogo a quello dell’incarnazione. Si tratta di nascere di nuovo.
In questo momento della storia, la Chiesa e la Vita Consacrata sono interpellate con forza da questa chiamata.
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






