Cosa ho detto ad un bambino che sta morendo di fame?
- Gli ho detto che metà dell'umanità è affamata e siccome io non posso aiutare tutti, ritengo inutile aiutare a lui solo;
- Gli ho detto che il problema deve essere risolto dai governi della terra; lui intanto potrebbe inviare la sua foto all'ONU;
- Gli ho detto che mi dispiace, ma non posso rinunciare al panettone per salvare dalla morte lui che ha la pelle nera;
- Gli ho detto che son troppo occupato per pensare a lui, scheletro vivente, che comunque non sopravvivrebbe.
- Gli ho detto che la missione della chiesa è salvare le anime…
Negli spasimi dell'atroce agonia i suoi occhioni mi guardarono lacrimosi. Sembravano dirmi:
"Non avere fretta, fratello, arriverò prima di te davanti a Dio, nostro Padre".
(da Messis, 10 aprile 1969)
Cosa può fare una persona comune quando si trova davanti ad un incendio enorme?
Può cercare di fuggire dalle fiamme, abbandonando alla propria sorte tutti coloro che non possono correre o non hanno dove scappare. Può rimanere ad assistere all’incendio lamentando la distruzione. Può gettare la colpa su altri. Può anche riempire il cucchiaino che ha in mano e gettare acqua nel fuoco, ripetendo il suo gesto tutte le volte che può.
Ognuno di noi ha un cucchiaino…
(Amos Oz, Folha de São Paulo, 21 aprile 2002)
All'affamato appartiene il pane che si spreca nella tua casa. (S. Basilio Magno)
II° PARTE: Madre pellicano
Un giorno, nel bel mezzo della secca del Nordest del Brasile, una delle regioni del mondo più castigate dalla fame, ho incontrato il vescovo sulla porta di casa. Era sconvolto.
- Signor vescovo, cos'è successo?
E lui, ansimando, rispose che aveva assistito a qualcosa di terribile. Di fronte alla Cattedrale si era imbattuto in una signora con tre figli di cui uno in braccio. Vide che stavano venendo meno per la fame. Il bambino in braccio sembrava morto.
Egli le aveva detto: "Signora, dia da mangiare al bambino!"
- "Non posso, signor vescovo!" – aveva risposto lei.
Il vescovo insistette più volte e lei sempre rispondeva:
- "Signor vescovo, non posso".
Alla fine, a causa dell'insistenza del vescovo, aveva aperto la blusa.
Il seno sanguinava. Il bambino vi si era gettato sopra con violenza. E succhiava sangue.
La madre che aveva generato quella vita, la nutriva, come un pellicano, con la sua stessa vita, col suo sangue.
Il vescovo si inginocchiò davanti a quella mamma e in cuor suo fece un giuramento: mai più si sarebbe messo a tavola, in vita sua, senza aver prima provveduto il cibo per una famiglia povera.
(C. Boff, Come fare teologia della liberazione, Ed. Vozes, Petrópolis, 1986, pp. 11-12)
Ci sono molte persone per bene, disposte a rinunciare a un pasto per dimagrire, ma non per alimentare un affamato. (Ignazio Silone)
Come non indignarci davanti a realtà come questa – che sappiamo frequenti e in aumento nel mondo - noi che apparteniamo alla categoria di persone che...
- non hanno buona salute perché consumano più alimenti di quanto sia consigliato,
- assistono passivamente (e spesso sono complici) dello spreco di alimenti,
Persone che... si mostrano infastidite quando qualcuno porta il discorso sulla fame, come se fosse un tema di cattivo gusto o bigotto?
I giovani che sono tra di noi vengono da vari paesi di tutti i continenti (Camerun, Indonesia, Messico, Burundi, Brasile, ecc) formando così una vera comunità internazionale.






