Siamo rimasti... Annunciati
Carissimo Mario, stimolati dal tuo... corso di missionologia, vinciamo la pigrizia e l’impreparazione, per una risposta all’editoriale diMO 3/2009 sull’annuncio. Siamo una coppia di laici bolognesi tra i pochi che si occupano dell’argomento specifico: culto, catechesi, caritas, la fanno da padroni ovvero sono più gettonati. Abbiamo appena terminato una missione popolare chiamati da un raro prete che si fida di laici che parlano di Gesù (è un caso dieci anni fidei-donum in Tanzania?). Accompagnati da seminaristi del 4°-5° anno del Seminario Regionale, anche questo è un esperimento interessante, in 15 giorni si è entrati in decine di famiglie per... l’annuncio.
Che Dio ti vuol bene per quello che sei, che il tuo peccato di auto-sufficienza non ti permette spesso di capirlo, che nell’incontro personale con Gesù puoi aprire gli occhi,che per dargli fiducia deviconoscerlo meglio leggendo la Scrittura, sembra scontato escolastico, ma non è così. Entrando in queste semplici case popolari del quartiere S. Donato, abbiamo scoperto che Dio ci aveva già preceduto e siamo rimasti... annunciati da chi ci ha accolto con dubbi e perplessità per le situazioni di sofferenza.
Stiamo ora proseguendo la missione animando gruppi di lettura della Parola, formatisi in seguito a questi colloqui. Mi sembra una cosa povera, semplice, elementare quindi evangelica! Ancor più bella se condivisa con la moglie! Con affetto.
- CESARE FABBRIS e MARIA LETIZIA GIACOMETTI, Bologna.
A PROPOSITO DI ANNUNCIO
Carissimo P. Mario, desidero dirti tutta la mia soddisfazione per l’editoriale di MO 3/2009 e spero vivamente che la rivista si orienti coraggiosamente in questa direzione. Anzitutto, per dare maggior voce, spazio, attenzione al primo dei tre vocaboli che costituiscono il sottotitolo della rivista: Annuncio.
Ma, più ancora, penso io come saveriano, per rispondere meglio alla natura della rivista quale fu fondata e voluta dal Conforti (allora sotto il nome di Fede e Civiltà, titolo che potrebbe oggi esserere interpretato come invito ad un annuncio che si accompagna con il dialogo tra le culture o le civiltà, di cui la religione è l’anima. Ciò aiuterebbe a dare più spazio anche al secondo vocabolo del sottotitolo!). E, soprattutto, perché, come cristiano, sono intimamente convinto che questa è tuttora la tematica vitale, decisiva, della MISSIONE OGGI, come tu - molto bene - affermi nella conclusione dell’editoriale.
La liberazione che noi saveriani proponiamo e per la quale lavoriamo è la salvezza che Gesù Cristo ha rivelato e portato.
Ciò - sia ben chiaro - non per sminuire l’importanza o tanto meno negare la necessità di altre componenti o forme di liberazione (politiche, economiche, sociali...) ma:
1) per testimoniare - in quanto cristiani - la fondamentale necessità, la suprema bellezza, la novità radicale e trascendente del messaggio di Cristo per una liberazione o salvezza integrale, totale, dell’umanità, la quale deve includere e mettere al primo posto i valori spirituali, i doni della gratuita salvezza che Dio ci offre in Cristo invitandoci alla comunione di vita con Lui per mezzo della fede, l’orizzonte di una vita eterna chesupera immensamente gli angusti confini del mondo visibile e perituro in cui ora per breve tempo siamo;
2) per portare avanti - in quanto saveriani - in collaborazione con altre forze operanti per questo scopo, alle quali competono altri campi e altre metodologie, il nostro specifico contributo alla liberazione/salvezza dell’umanità, il quale, per noi saveriani, è definito dal fine unico ed esclusivo della nostra famiglia religiosa, ossia il “primo annuncio del Vangelo di Cristo a quanti ancora non lo conoscono”. Solo così - credo - la rivista saveriana MO potrà svolgereil suo servizio proprio, quello per cui fu fondata, e coprire, anche, uno spazio suo proprio, importante, vitale, nel mondo della stampa cattolica in genere, e delle varie testate missionarie in particolare, e svolgere quello che tu giustamente, nel tuo editoriale, definisci “il primo servizio che possiamo rendere al mondo!”.
- FRANCO SOTTOCORNOLA, SX, Missionario in Giappone.
UN INTERROGATIVO SUGLI ABBONAMENTI
Carissimi (del gruppo redazionale), vorrei sollevarvi un interrogativo sugli abbonamenti di MO. Mi è capitato di discutere con un signore che conosco, per tanti anni abbonato a MO. Quest’anno non aveva rinnovato, perché essendo a conoscenza del cambio di gestione prima di farlo voleva vedere il numero di gennaio. Si é molto meravigliato, tanto perché il numero di gennaio non gli è pervenuto, quanto perché nessuno si è premurato di sollecitarlo ad abbonarsi. Avendo chiesto il mio parere, mi sono sentito parte in causa. Da parte mia non ho potuto che meravigliarmi a mia volta e confermargli che nei miei numerosi abbonamenti a riviste italiane ed estere non mi era mai capitata una cosa del genere… Con amicizia.
- GABRIELE SMUSSI, Brescia.
Ho sottoposto il caso all’amministrazione, che mi ha confermato circa la prassi di MO: la rivista viene inviata per quattro mesi oltre la scadenza, gratuitamente. Al quarto mese all’abbonato viene inviato un invito a rinnovare. Soltanto in caso di non risposta l’amministrazione interrompe l’invio. (m. m.)







