LE BIBLIOTECHE MISSIONARIE / UN PATRIMONIO DA CUSTODIRE PER DARE NUOVE ALI ALLA MISSIONE
Se ne parlava da tempo, ma non si era mai concretizzato il desiderio di incontrarsi tra i responsabili delle biblioteche, emeroteche e videoteche missionarie in Italia. Finalmente, il 13 aprile scorso, organizzato e patrocinato dal CUM (Centro unitario missionario), ha avuto luogo il primo incontro, nella sede di Verona. Qui di seguito i “pensieri introduttivi” del direttore don Marco Testa.
LE BIBLIOTECHE MISSIONARIE / UN PATRIMONIO DA CUSTODIRE PER DARE NUOVE ALI ALLA MISSIONE
DON MARCO TESTA
VERONA, 13 APRILE 2023
Spero che quella dei libri, delle riviste ecc., sia per tutti noi una passione, oltre che un lavoro. Forse un’occupazione un po’ strana, specie di questi tempi, ma affascinante. Il nomignolo di “topo di biblioteca” affibbiato a chi come noi ci bazzica dice di pregiudizi sul settore: una vita un po’ appartata, un mondo ovattato, una distanza dalla vita reale. In realtà, il mondo che noi abitiamo esprime “la consistenza delle cose” in relazione all’effimero che tanto caratterizza la (pseudo)cultura contemporanea, riguardo al quale sorge la domanda: che cosa ne resterà? È pur vero che nulla si perde di ciò che cade nella rete, ma non abbiamo forse la sensazione di decadenza? Che cosa resterà? Basterà un clic per cancellare la storia? La cultura del cancellare va di moda. Certo, viviamo anche la stagione della “massima fruibilità”, della virtuale messa a disposizione di tutto a tutti, quindi della socializzazione estrema dei contenuti che si intreccia tuttavia con un analfabetismo di ritorno e con l’incapacità sempre più diffusa nel discernere il valore dei contenuti che mette in crisi la passione per la verità.
Abbiamo dunque “un patrimonio da difendere”, anche se costituito da libri o archivi impolverati. Non dimentichiamo che l’incendio della biblioteca di Alessandria d’Egitto (a più riprese, dal 49 a.C.) fu un dramma, una ferita forse non rimarginabile nel passaggio di epoca (almeno 500 mila volumi persi). Viene la tentazione anche a noi di lasciar perdere, di mandare al macero. Ogni trasloco – e il CUM ne ha dolorosa esperienza – ci richiama il “peso” delle nostre raccolte e ci suscita la domanda: ma ne varrà la pena? Qualcuno ancora prenderà in mano tutto questo?
Un’enorme scultura (alta 4,2 metri) nei dintorni di Salisburgo (Austria), Il linguaggio degli uccelli, dell’artista Anselm Kiefer, ritrae una pila di libri su cui vegliano due enormi ali di aquila. Bruttina, ingombrante? Che cosa esprime? Secondo la “Rivista del Clero Italiano”, che l’ha scelta come immagine di copertina nell’annata 2022, significa il desiderio di “vigilare” sul patrimonio plurale della cultura, fatto di molte voci: una pila di libri e scartoffie (un po’ disordinata) di piombo (vecchie, pericolose lastre del tetto del duomo di Colonia), per dire la consistenza, il peso, la fatica del limite e la tenacia della ricerca. Ma anche il desiderio di “mettere ali”, sollevare, diffondere, viaggiare.
L’opera sembra interpretare molto bene “l’avventura della missione”, che è il contenuto principale dei nostri patrimoni librari. Un’avventura che non si può senz’altro rinchiudere in libri o biblioteche, ma che nello stesso tempo, proprio grazie ai libri, si può documentare, ricostruire, con le tante questioni che l’hanno caratterizzata e ancora la distinguono. Sì, perché la missione è davvero sempre in discussione.
Le nostre biblioteche possono senz’altro rendere un servizio alla missione della Chiesa, impedendole di fermarsi, di ripiegarsi su se stessa, anzi aiutandola ad aprire le ali, ad uscire dal nido, perché il suo volo continui.
Possa questo nostro incontro farci conoscere meglio tra di noi, incaricati della custodia dei tanti tesori nascosti nelle nostre biblioteche missionarie, per condividerne le buone pratiche per renderle più fruibili a tutti, contribuendo anche così a dare nuove ali alla missione.






