LA VITTORIA DEI PONCHOS PARLA A TUTTI
Passato quasi in sordina sui giornali italiani, il levantamiento indigeno dell'Ecuador ha assunto un'enorme rilevanza sulla scena latinoamericana e non solo. Vediamo perché.
Il levantamiento indigeno, conclusosi il 7 febbraio, rappresenta un avvenimento la cui portata supera i confini dell’Ecuador. Al di là, infatti, dei rilevanti risultati concreti ottenuti (dalla riduzione del prezzo della bombola di gas domestico all’impegno a non partecipare al Plan Colombia), esso:
* conferma la forza del movimento indigeno, capace di paralizzare il paese e al tempo stesso di costruire un consenso sociale tale da rendere non perseguibile la strada – pur tentata dall’esecutivo con lo stato d’emergenza – della repressione;
* rappresenta “la prima rivolta contro la dollarizzazione”, poiché gli aumenti delle tariffe che l’avevano scatenato erano stati definiti dalle autorità “non negoziabili”, in quanto necessari a sostenere l’introduzione della valuta statunitense come moneta nazionale. Il levantamiento ha quindi smascherato il carattere propagandistico delle promesse di benessere dei “profeti della dollarizzazione” e il suo esito rappresenta un monito per i paesi (El Salvador, Guatemala, Argentina) tentati dal seguire questa strada;
* dimostra che le politiche del Fondo monetario internazionale possono essere contrastate con successo e quindi pone le organizzazioni popolari dell’Ecuador tra i protagonisti latinoamericani (con gli zapatisti messicani e i sem terra brasiliani) del movimento contro la globalizzazione neoliberista battezzato a Seattle e cresciuto a Porto Alegre;
* presenta il contributo specifico del movimento indigeno alla proposta di una società “in cui ci sia posto per tutti” e le differenze (culturali, di genere, ecc.) siano effettivamente riconosciute. Quando, infatti, la Confederazione delle nazionalità indigene dell’Ecuador rivendica non “l’integrazione” né “la separazione”, ma “uno stato plurinazionale”, pone domande a chiunque si interroghi sull’alternativa da costruire: come si coniuga la democrazia parlamentare con le forme tradizionali di autogoverno delle comunità? Come si definisce un progetto economico destinato all’intera società nel quadro di autonomie che garantiscano alle popolazioni originarie il controllo sui territori ancestrali e le loro risorse?
* Interpella la chiesa stessa, divisa tra lo svolgere un ruolo di mediazione equidistante, evitando cambiamenti drastici, e lo schierarsi coi più deboli, accettando di accompagnarli e lasciarsi interrogare dal loro protagonismo. In Ecuador da una parte l’Università salesiana apriva i cancelli agli indigeni e la Conferenza dei religiosi denunciava il governo perché “reprime e perseguita la popolazione autoctona e i ceti meno abbienti, mentre favorisce la spregiudicate attività di banchieri e altre categorie corrotte”; dall’altra i vertici episcopali, tra un appello al dialogo e l’altro, davanti alle cariche dei militari invitavano gli indios a cessare le proteste e togliere i blocchi stradali, chiedendo al governo di mantenere l’ordine e garantire il passaggio dei camion dei fiori da esportare negli Stati Uniti per san Valentino.







