L’Egitto dalla “primavera” al “purgatorio”
La fede cristiana comprende il credere nell’esistenza del Purgatorio, non come luogo ma come periodo di purificazione per raggiungere la santità necessaria per assaporare le gioie del Cielo. Si può dire che l’Egitto stia attraversando il suo purgatorio a partire dalla Rivoluzione del 25 gennaio.
“Purificazione” è stato uno degli slogan della rivoluzione. La rimozione del capo del precedente regime è considerata insufficiente. Si avverte la necessità di ripulire la classe politica.
Alcuni dei principali membri dell’ultimo governo sono stati condannati a periodi di detenzione, di solito per abuso di potere, e ciò è stato accolto con soddisfazione. Altri processi, compreso quello contro l’ex-presidente, proseguono, ma vengono continuamente aggiornati. Il Partito Nazionale Democratico (Ndp), che era al potere, è stato sciolto, ma c’è una forte richiesta che i suoi ex-membri non rivestano alcun ruolo politico nel nuovo Egitto. Questa circostanza ha caratterizzato le trattative tra i vari partiti politici e il Consiglio supremo delle forze armate (Scaf), che in questo periodo di transizione governa il paese.
Com’è noto, le prossime elezioni, per cui è stata fissata una data certa, il 28 novembre, si svolgeranno secondo due diversi sistemi. Due terzi dei membri dell’Assemblea del Popolo, la camera bassa, saranno eletti in base a liste, mentre un terzo sarà eletto con voto uninominale. Lo Scaf aveva proposto che i candidati ai seggi uninominali dovessero essere indipendenti, non appartenenti ad alcun partito politico.
Inoltre, è stato stabilito che qualunque indipendente eletto che in seguito avesse aderito a un partito avrebbe automaticamente perduto il seggio. I leader dei principali partiti si sono fermamente opposti a questa decisione. Va ricordato che nel 2005 furono eletti 88 indipendenti che in realtà appartenevano al “proibito ma tollerato” movimento dei Fratelli Musulmani. Sebbene siano rimasti una minoranza, agivano in parlamento come un potente gruppo.
Per le elezioni del 2010, le regole furono riscritte in modo che fosse praticamente impossibile per chiunque candidarsi come indipendente. Questa volta, tuttavia, il timore, non è l’elezione dei Fratelli Musulmani, che sono riusciti a far approvare il proprio partito denominato “Libertà e Giustizia”, ma piuttosto il ritorno di ex-membri dell’Ndp. In molte parti del paese, soprattutto nelle aree rurali, leader locali ricchi e prestigiosi hanno maggiori possibilità di essere eletti, molti di essi erano membri o simpatizzanti dell’Ndp.
I partiti approvati finora (circa cinquanta) hanno strappato allo Scaf la concessione che i membri dei partiti possano presentarsi anche come candidati indipendenti. Un’altra spina nella controversia tra la popolazione in generale e lo Scaf è il mantenimento delle leggi d’emergenza. Queste sono state prorogate a causa della criminalità nelle strade, che è in crescita. Si sono verificati anche casi di violenze contro i cristiani. Alcuni, compreso un vescovo copto ortodosso, hanno approvato la proroga delle leggi d’emergenza. Molti altri, al contrario, hanno condannato questa decisione in quanto non si pone nello spirito della rivoluzione. Il maresciallo Tantawi, capo provvisorio dello Stato, ha promesso che lo stato di emergenza cesserà non appena la situazione lo consentirà.
Le dimostrazioni continuano in piazza Tahrir e in altre parti del paese, con partecipazione variabile, per garantire che gli obiettivi della Rivoluzione di gennaio non vadano persi.
Ci sono stati scioperi d’insegnanti, medici e lavoratori dei trasporti, che rivendicano un salario adeguato. Il governo provvisorio si è impegnato a prendere in considerazione le richieste e a offrire compensi dignitosi. C’è ancora molta insoddisfazione, anche perché cresce il costo della vita. Alcune persone, specialmente coloro che hanno fondato nuovi partiti politici, hanno proposto un ulteriore rinvio delle elezioni. Altri, invece, le attendono con impazienza per dare vita a nuove istituzioni e consentire al paese di rimettersi in marcia. Nella tradizione cattolica è considerato giusto e appropriato pregare per coloro che sono in Purgatorio.
Il popolo egiziano certamente merita di essere accompagnato dalla preghiera perché il paese possa uscire dall’attuale periodo di transizione in maniera soddisfacente per tutti.
Il Cairo, 5 ottobre 2011.







