L’autore insegna all’Università cattolica di Lovanio (Belgio) ed è direttore del Cermac (Centre d’études et de recherches sur le monde arabe contemporain). L’articolo è tratto da “Les Livres du Grip”, n. 278-279.
Quando agli inizi degli anni ‘60, i Paesi europei, non ottenendo più manodopera dal sud dell’Europa, conclusero degli accordi migratori con i Paesi musulmani e aprirono le frontiere al mercato del lavoro, non pensavano alla complessità del problema che sarebbe sorto, e questo per molteplici ragioni. Innanzitutto, il migrante era considerato solo come forza lavoro. Questo sguardo utilitaristico rispondeva alle domande patronali di quel tempo e considerava tali flussi migratori come temporanei. Cosa che i comportamenti dei migranti hanno subito smentito. Per dirla con una celebre…
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