CONFORTI E L'UNIONE MISSIONARIA DEL CLERO / A CENTO ANNI DALLA FONDAZIONE
Siamo nel 1916. L’Italia attraversa il suo secondo anno di una guerra che sconvolge l’Europa: i giovani, compresi i seminaristi, sono mandati al massacro sull’Isonzo. Molti preti sono al fronte, l’attività delle parrocchie è rallentata. Da poco meno di dieci anni, un missionario delle Missioni Estere di Milano, rientrato in Italia dalla Birmania per motivi di salute, si dedica alla pubblicistica, diffondendo l’idea missionaria tra il clero e la gente. Paolo Manna, questo è il suo nome, intuisce che, se il clero assume un ruolo di protagonista, l’attenzione alle missioni oltremare diventa capillare, raggiunge il popolo e crea le condizioni, non solo per una raccolta finanziaria imponente, ma anche per il moltiplicarsi delle vocazioni.
DALLA FRANCIA MISSIONARIA DELL’OTTOCENTO
Nel 1822…
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