Incontrarsi nell’amore
Una lettura cristiana di Nikkyo- Niwano
Anche se non si presenta come un lavoro scientifico sul Giappone, sul buddhismo e sulle nuove religioni di quel paese – in particolare la Rissho- Kosei-kai –, consiglierei questo volume a chiunque volesse avvicinarsi al mondo del Sol Levante, in particolare a quello religioso. Si tratta, infatti, di una buona sintesi, realizzata senza pedanteria e pesantezza.
Il lettore non farà fatica a comprendere perché milioni di giapponesi hanno aderito alle nuove religioni, tra cui l’associazione fondata nel 1938 da Nikkyo- Niwano.
Basata sull’esperienza religiosa dell’incontro con la Sutra del Loto, l’associazione inizia con una trentina di membri. Nel primo dopoguerra vede la partecipazione di 18mila famiglie. D’accordo con le statistiche della stessa associazione (http://www.kosei-kai.or.jp/), al 31 dicembre 2009 erano un milione e 470mila le famiglie aderenti, con 238 chiese in Giappone e la presenza in 21 paesi. Le caratteristiche dell’associazione si possono ricavare dal “voto” degli adepti: “Noi, membri della Rissho- Koseikai, ci affidiamo al Buddha S´a - kyamuni e professiamo il buddhismo come vera via di salvezza, seguendo gli insegnamenti del nostro fondatore, Nikkyo- Niwano. Con lo spirito di buddhisti laici, ci impegniamo a perfezionare noi stessi con la disciplina personale e a guidare alla fede attraverso lo studio e la pratica della via buddhista, e ci impegniamo a seguire la via del bodhisattva per portare la pace nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nei nostri paesi e in tutto il mondo”.
Il buddhismo proposto da Niwano non si ferma alla spiegazione teorica degli insegnamenti tramandati, ma cerca un aggancio con la realtà concreta dei singoli e dei popoli nell’attuale contesto storico.
Degna di attenzione è la testimonianza di G. Reeves: “Il buddhismo al quale ero abituato mi sembrava insufficiente nella dimensione sociale. Sebbene avessi sempre considerato il pensiero buddhista interessante dal punto di vista filosofico, mi sembrava che, pur avendo analizzato così in profondità i processi della mente e la pratica della meditazione, non fosse riuscito a riconoscere quanto le nostre vite siano profondamente condizionate dalla dimensione politica, economica e sociale del nostro mondo. […] Niwano, nel nostro primo incontro e successivamente attraverso la lettura dei suoi scritti, mi mostrò un buddhismo che poteva incidere socialmente, ciò che più tardi avremmo denominato buddhismo impegnato” (pp. 182-183).
Scrive a questo proposito lo stesso Niwano: ”Il compito della religione è quello di portare la pace al cuore del singolo. Questa pace, a sua volta, trabocca dal cuore di ciascuno a quello degli altri e così contribuisce al consolidamento di rapporti armoniosi tra le nazioni e tra l’umanità e la natura. […] La persona illuminata è come l’acqua. Si dedica altruisticamente con ogni sforzo per il bene di tutti gli esseri. Vive in armonia con gli altri esseri umani e con l’intero Universo. Non cerca di innalzarsi nel mondo, ma si accontenta di rimanere nei posti bassi che gli orgogliosi disdegnano” (pp. 184-185).
Un richiamo, senza dubbio profetico, per riportare la dimensione spirituale nella secolarizzata società giapponese.
L’anelito alla pace e lo spirito laico, incentrato sulla famiglia (le adesioni avvengono normalmente a livello familiare), lasciano intuire come sia stato possibile raggiungere un notevole grado di avvicinamento e collaborazione con il Movimento dei Focolari di Chiara Lubich. L’autore, infatti, non presenta la vita di Niwano e la Rissho- Koseikai in se stessi, ma attraverso i contatti e le collaborazioni tra le due entità (Movimento dei Focolari e Rissho- Kosei-kai).
Per chi è segnato da sofferte esperienze o pregiudizi nei confronti dei “movimenti”, non è facile accogliere con serenità quanto l’autore scrive, ma il suo esempio di ascolto umile di Niwano, senza rinunciare alla propria identità di cristiano e cattolico, non può non farci pensare al nostro modo di rapportarci con gli altri, il loro stile di vita e la loro fede. Nella laicità e semplicità di parole d’ordine come “Coltiviamo il cuore di ogni uomo uno ad uno”e “Qui, adesso, te stesso” si nota quel coraggio pastorale e missionario che contraddistingue i movimenti ecclesiali del nostro tempo.
Credo che anche la Rissho- Kosei-kai possa essere compresa come un segno dell’azione dello Spirito che ci spinge ad essere profeti di speranza piuttosto che di sventura in quest’ora difficile della storia.
di: MARCO VIGOLO, SX, Missionario in Giappone.






