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Il conferimento del premio ''L’abolizionista dell’anno 2007''

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Italia libera da armi nucleari

Rete Pace per il Congo ha appreso con amarezza e delusione la notizia dell'assegnazione del premio "L'abolizionista dell'anno 2007" al presidente del Rwanda,  Paul Kagame, da parte dell'associazione "Nessuno tocchi Caino". La campagna in favore della moratoria delle esecuzioni della pena capitale è in sé lodevole e da incoraggiare, ma la scelta della personalità a cui si è assegnato il premio suscita, quanto meno, perplessità e sgomento e lascia trasparire una scarsa informazione sulla persona stessa destinataria del premio.

Il 25 luglio scorso, Paul Kagame, come Presidente della Repubblica, ha promulgato la Legge sull'abolizione della pena di morte. Ma questa era la condizione richiesta al Rwanda dalla comunità internazionale per ottenere il trasferimento davanti alla giustizia rwandese degli accusati di genocidio processati attualmente presso il Tribunale penale internazionale per il Rwanda (Tpir) di Arusha (Tanzania) e che deve terminare i processi in prima istanza entro il 2008. Si tratta, inoltre, di una calcolata strategia per ottenere l'estradizione di quei 44.204 ruandesi accusati di partecipazione al genocidio del 1994 e che vivono all'estero. Essi potranno così aggiungersi alle altre 818.564 persone, ossia circa il 10% della popolazione ruandese, accusate anch'esse di atti di genocidio e pronte per essere giudicate dalla giustizia ruandese.

Leggendo le statistiche fornite dallo stesso Servizio nazionale delle giurisdizioni gacaca (Snjg), risulta che, fra coloro che sono stati giudicati nei soli due mesi di aprile e maggio, la percentuale dei condannati, perché riconosciuti colpevoli, è del 93,55% e quella degli assolti è del 6,45%. La grande rapidità con cui i processi gacaca vengono conclusi, lascia un sentimento di perplessità e fa sorgere il dubbio sull'oggettività o meno di sentenze emesse con tanta fretta.

Se la percentuale dei condannati dovesse mantenersi, ci si dovrà aspettare che, sul totale delle 818.564 persone accusate, 765.766 saranno condannate. Le statistiche del Snjg indicano già che la popolazione carceraria è passata, in soli tre mesi, da 87.851 persone il 15.03.'07 a 98.055 persone il 22.06.'07.

Le cifre riportate dovrebbero essere prese in seria considerazione dalla comunità internazionale che finanzia il sistema dei gacaca e dall'Associazione "Nessuno tocchi Caino" che rischia tuttavia di premiare proprio chi continua l'azione di Caino.  

Possiamo avvicinarci alla verità soltanto ascoltando il dolore di tutte le vittime dall'ottobre '90 a oggi. Alla base della tensione interna del popolo ruandese, senza dimenticare gli interessi e le influenze esterni, c'è la paura di essere eliminati (minoranza tutsi) o di vivere nella servitù (maggioranza hutu).

È ancora possibile intraprendere un  nuovo cammino di Verità, Giustizia e Riconciliazione nazionale che includa, non solo alcuni, ma "tutti" gli errori del passato: crimini di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra... In questo nuovo cammino, "tutte" le parti in causa sono chiamate a riconoscere, senza intimidazioni e delazioni, nella verità i loro errori.

  • P. Silvio Turazzi, Kilisa Jean Bosco, p. Loris Cattani
  • Rete pace per il Congo - Parma

ITALIA LIBERA DA ARMI NUCLEARI

Il 25 luglio è stata depositata alla Corte di Cassazione di Roma una Legge d'iniziativa popolare per dichiarare il territorio della Repubblica italiana "zona libera da armi nucleari". Il comitato promotore di questa legge si compone di oltre 50 reti, associazioni, riviste e coordinamenti di enti locali. L'Italia ha ratificato nel 1975 il Trattato di non proliferazione nucleare (Tnp), impegnandosi come Stato a non produrre né acquisire in alcun modo armi atomiche. Invece sul nostro territorio sono custodite 90 testate atomiche, 50 nella base Usaf di Aviano e 40 nell'aeroporto militare di Ghedi (BS).

Il Tnp, entrato in vigore nel 1970, è il trattato internazionale per il disarmo con il maggior numero di Stati, in pratica tutti i membri delle Nazioni Unite tranne India, Pakistan, Israele e Corea del nord. Si fonda su un accordo duplice ed inscindibile: le cinque potenze nucleari (Usa, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina) si impegnano a lavorare in buona fede per il disarmo nucleare totale (art. 6), mentre tutti gli altri Stati si impegnano a non dotarsene mai (art. 2). Invece i negoziati sono attualmente a un punto morto, anzi si notano preoccupanti tendenze al riarmo.

In Italia vogliamo agire per primi. Vogliamo eliminare le testate atomiche dal nostro territorio, un segnale di rispetto degli accordi che potrà incoraggiare altri Stati europei a seguirci, che potrà ridare impulso ai negoziati internazionali. La Grecia ha già fatto rimuovere la ventina di testate atomiche (nel 2000) che ospitava.

La prima "Zona libera da armi nucleari" (Nwfz) compie 40 anni. Ad oggi le Nwfz includono più della metà del pianeta: tutti gli Stati delle Americhe tranne Usa e Canada, il Sud Pacifico, l'Africa, il Sudest asiatico. Noi vogliamo unirci a loro e camminare insieme verso un futuro senza atomiche.

  • La raccolte delle firme - ne servono 50.000 - inizierà durante la Settimana della Pace (1-7 ottobre) e proseguirà per sei mesi.
  • Seguono le adesioni.


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