Scorrendo la biografia di Conforti con l’occhio del parroco, mi ha colpito il suo modus operandi con i preti, soprattutto da vescovo. Impressionante anche la sua capacità di sopportare tensioni psicologicamente forti, specialmente nel periodo dell’episcopato a Parma, e di coltivare relazioni umane positive con i suoi preti (e la sua gente).
Questo la dice lunga sulla necessità avvertita anche oggi di umanizzare la pastorale e di investire sulla qualità delle relazioni umane, per non essere costretti – volenti o nolenti – al ruolo di preti-vescovi funzionari.
L’umanità, si sa, si esprime anche nella struttura pastorale di una diocesi. Ebbene, Conforti affrontò la grave carenza di clero rispetto alla struttura e configurazione della diocesi di Parma – c’erano molte piccole parrocchie…
Articolo disponibile solo agli abbonati. Se hai già un abbonamento accedi con le tue credenziali oppure clicca sul pulsante rosso per attivare un nuovo abbonamento.