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COMUNITÀ DI BOSE / RIPRENDERE ALTRIMENTI SI PUÒ

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Abbiamo ricevuto questa stimolante lettera sul libro di Riccardo Larini, “Bose. La traccia del Vangelo”, che volentieri pubblichiamo, come invito a guardare “oltre la fragilità”, che negli ultimi due anni ha scosso la comunità monastica fondata da Enzo Bianchi. “Missione Oggi” esprime, anche così, vicinanza e solidarietà ai fratelli e alle sorelle di Bose e al suo nuovo priore, Sabino Chialà, per il quale questo momento di crisi è “come un tempo di purificazione, conversione e rimotivazione”. “Missione Oggi” coglie l’occasione anche per dire grazie ai fratelli e alle sorelle di Bose, che in modi diversi hanno collaborato con la rivista e le iniziative culturali e formative dei Saveriani.

COMUNITÀ DI BOSE / RIPRENDERE ALTRIMENTI SI PUÒ
CARLO CASTELLINI
BRESCIA, 22 FEBBRAIO 2022

Ho letto con interesse il libro di Riccardo Larini, Bose. La traccia del Vangelo, soprattutto pensando alla crisi vissuta dalla comunità monastica. Non è un libro facile, soprattutto per uno come me, che a Bose non c’è mai stato, ma l’autore soddisfa molte delle mie curiosità sulla vita bosina, grazie anche alla ricca documentazione esibita nel volume. I contenuti sono chiari e, a tratti, anche gradevoli, per l’oculatezza lessicale. Sono chiare anche le intenzioni dell’autore, il cui desiderio è di offrire un contributo significativo alla ricostruzione della storia di Bose, parzialmente offuscata dalle ultime vicende.

L’autore racconta di un piccolo gruppo di giovani, uomini e donne, alla ricerca di una traccia del Vangelo da interpretare e proporre nella società e nella Chiesa in tempo di rivoluzioni culturali, sociali e religiose, com’era il ’68. Il gruppo vive le attese e le speranze suscitate dal Concilio, che trovano una risposta nella costruzione materiale e spirituale della comunità, di cui Enzo Bianchi è il fondatore e animatore carismatico. 

Larini si rivela persona appassionata e preparata, in grado di rispondere a tante domande di lettori e lettrici, che hanno seguito con attenzione e affetto lo sviluppo della comunità, prima e dopo il 13 maggio 2020, quando il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, emette nei confronti di Bose un decreto singolare, approvato in forma specifica da papa Francesco, che lascia esterrefatti molti.

Pur non avendo visitato Bose, credo di avere in comune con l’autore l’esperienza di almeno sedici anni di vita comunitaria nelle case di formazione dei Comboniani, che mi hanno educato agli studi classici, liceali e universitari, introducendomi alla conoscenza dei fondamenti filosofici e teologici, in lunghi anni di studio e formazione. Posso quindi dire che sono provvisto di una conoscenza “analoga” a quella della Comunità di Bose, avendo avuto in comune dei tratti significativi di formazione vissuti nelle regole, nella liturgia, nel silenzio, nello studio, nella cultura, filosofica e teologica, che sono anche aspetti peculiari dell’impostazione culturale e spirituale di Bose.

Consapevole di ciò, ritengo insopportabile sprecare un patrimonio come quello di Bose, costruito in oltre cinquant’anni di vita: la fraternità tra sorelle e fratelli, la liturgia, la spiritualità monastica, la laicità, la conoscenza approfondita della Bibbia, l’ecumenismo studiato e praticato, le preziose edizioni di libri, le tante persone di cultura con cui la Comunità ha interagito e comunicato, il lavoro apostolico nelle Chiese locali, i rapporti ospitali con i tanti visitatori laici. Un patrimonio da difendere e diffondere, affinché nulla vada perduto. Questo “tesoretto” bosiano, di cui anche l’autore è stato promotore e interprete, e del cui valore va onestamente orgoglioso, non va assolutamente sciupato. Larini, per fortuna, non è pessimista, ma crede che Bose possa ritornare ad essere motivo di esempio e attrazione per tanti visitatori-pellegrini alla ricerca di valori spirituali e momenti qualificati di vita comunitaria. Riprendere, anche se altrimenti, si può.

L’autore si augura che il libro porti sollievo e chiarezza agli amici rimasti e a quelli che se ne sono andati dalla Comunità, con i quali è rimasto in contatto. Spera, inoltre, che le divisioni e i contrasti possano trovare nuove vie di dialogo e riconciliazione… sempre sulla traccia del Vangelo!



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