CEM CHIUDE, MA LA SUA VOCE NON SI SPEGNE
La Direzione dei Saveriani d’Italia ha deciso la chiusura di CEM. Quello che presentiamo, con la riflessione della condirettrice Lucrezia Pedrali, è l’ultimo numero della rivista – maggio 2016 –, dedicato al “futuro” di CEM. “Missione Oggi”, da cinquant’anni rivista gemella di CEM, fa proprio il sentimento di frustrazione per quello che ancora sarebbe potuto essere e, invece, non sarà il CEM – movimento e rivista – con i Saveriani. Come tali, diciamo il nostro grazie a tutto il gruppo CEM per la feconda collaborazione sviluppata con “Missione Oggi” e per l’originale testimonianza del carisma saveriano nel mondo della scuola e della formazione.
Concesio (Bs), 14 maggio 2016
È molto complicato tracciare un quadro di ciò che è stato CEM nella vita di coloro che per anni hanno condiviso lo stesso progetto ideale. CEM soprattutto ha significato condividere una passione educativa sorretta dalla convinzione che molto è possibile fare e che anche il sogno dell’impossibile deve essere tenacemente coltivato perché l’inedito può apparire e rivelarsi denso di significati e di potenzialità.
L’educazione interculturale, così come l’abbiamo sempre intesa ed elaborata attraverso proposte teoriche e pratiche educative, ha significato per noi decostruire e ripensare i processi identitari; ripensare la laicità come espressione della pluralità; ripensare a nuovi modelli di cittadinanza; individuare prassi e stili educativi adeguati al tempo e alla realtà. Lo abbiamo fatto attraverso il contributo diretto o mediato dei molti che hanno accompagnato il cammino di CEM.
Altri hanno raccontato la nascita e la storia di questo movimento voluto dai saveriani e, fino a qualche mese fa, integrato nella coop. CSAM di Brescia. Quello che vorrei sottolineare è l’elemento che ha caratterizzato la natura del gruppo che si è costituito intorno all’intuizione originaria saveriana: la dimensione laica, plurale, aperta, poco strutturata, permeabile a differenti contaminazioni nella prospettiva multiforme dell’interculturalità.
Per nessuno di noi CEM è stato il lavoro, bensì ha rappresentato il luogo dell’esplorazione culturale di temi e questioni individuati come significativi o addirittura fondativi di alcuni aspetti del pensiero interculturale. La convinzione di essere all’interno di una riflessione e di una storia comune ci ha fatto credere che sarebbe stato possibile proseguire il nostro percorso da volontari dentro la realtà saveriana almeno per qualche tempo ancora. Ma così non è stato. CEM così come lo abbiamo vissuto e costruito cesserà di essere a fine giugno. Forse nascerà altro, ma ora dobbiamo prendere atto del dolore e della ferita che la fine di questa esperienza ha provocato, sia pure in forma e intensità diverse, a tutti noi.
La scelta di chiudere CEM è stata dei Saveriani, che hanno ritenuto non più sostenibili i costi di pubblicazione della rivista.
Quale possa essere il suo futuro, sarà comunque fuori dal contesto saveriano. La secca rottura della relazione fra il gruppo dei volontari e la Direzione Regionale dei Saveriani ha già prodotto sofferenze importanti. In questo momento prevale il sentimento di frustrazione per quello che ancora sarebbe potuto essere e non sarà, per la rapidità e la determinazione con la quale si è chiusa una storia avviata dagli stessi Saveriani oltre settant’anni fa e che ha prodotto, nel tempo, risultati importanti e riconosciuti.
Naturalmente nulla di quanto realizzato andrà perduto. Ma la rigenerazione e la ripartenza saranno possibili solo se avremo saputo fare i conti con il dolore e la frustrazione che ogni distacco imposto comportano. Nel contesto saveriano, per un lungo periodo, abbiamo trovato la possibilità di pensare e sperimentare; tutto quanto realizzato nel tempo è affidato alla memoria delle parole scritte sulla rivista, sui libri, alle pratiche proposte nei laboratori dei convegni e delle occasioni formative.
Soprattutto rimangono, densi di significato, gli incontri reali con le tante persone che ci hanno avvicinato e con le quali abbiamo condiviso un pezzo di strada. Accanto alla riflessione teorica, CEM è stato luogo metaforico e concreto di relazioni, una sorta di palestra dell’interculturalità. Nel corso degli anni si è costruita una rete di rapporti e di legami fra tutti coloro che hanno incrociato CEM nei convegni, attraverso la rivista, nei seminari di formazione.
Il futuro ha bisogno di essere ripensato a partire da ciò che stato fatto fino a questo momento, senza indulgere in sterili nostalgie del passato, ma con la consapevolezza che la ripartenza richiede tempo e riflessione. Difficile affermare in questo momento quale forma prenderà e se o come si concretizzerà un nuovo gruppo CEM. Nel frattempo ciascuno di noi continuerà a incarnarne un frammento e a mantenerlo vitale. In attesa d’altro, l’impegno personale sarà il modo per testimoniare una storia e un percorso che ci hanno trasformati profondamente e per sempre.
Due modalità per accompagnare il nuovo percorso del CEM:
- nuovo blog http://cemondialita.blogspot.it/, luogo di confronto e di dibattito sui temi cari al CEM;
- nuovo indirizzo cemondialita@gmail.com






