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Boccate di ossigeno puro... in tempi di carestia

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ANTONIO NANNI, Roma, 16 dicembre 2010

Carissimo padre Mario,

ti scrivo per augurarti Buon Natale e un felice 2011, più corrispondente alla “speranza” che non delude. Ma ne approfitto volentieri per complimentarmi con la redazione di MO e in particolare per l’ottimo dossier su “Leghismo e cristianesimo. La cattolicità a rischio”. Non solo l’ho letto con attenzione, ma ho cercato anche di divulgarlo e farlo conoscere ad altri amici per l’elevato profilo degli autori coinvolti e la profondità dei contenuti. A mio parere la “nuova evangelizzazione” dovrebbe essere impostata proprio come viene esemplificato nel dossier, ossia aiutando le persone a capire le trasformazioni della realtà in cui viviamo, facendo dialogare tra loro fede e ragione, Vangelo e cultura, teologia e scienze umane. E fare ciò senza demonizzare nessuno, ma con l’obiettivo di comprendere il mondo che cambia.

Pertanto, come in passato è stata data molta attenzione all’egemonia culturale del marxismo (tanto per semplificare) o a fenomeni importati come la secolarizzazione o la post-modernità, così appare urgente oggi domandarsi perché il leghismo trovi tanti consensi anche in ambito cristiano e tra gli stessi pastori della Chiesa. Bene dunque ha fatto MO a offrire elementi critici che favoriscano l’esercizio della ragione e dunque il discernimento comunitario del leghismo.

Il mio auspicio è che tanti lettori abbiano colto le ragioni per cui non è nemmeno lontanamente pensabile un “cristianesimo etnico”, né un Natale “bianco” (contro gli immigrati), né un battesimo pagano, né una concezione proprietaria della terra, né un uso strumentale del passato alla ricerca di miti identitari, né un’ambigua difesa del crocifisso soltanto per contrapporlo alla moschea o al minareto. Il cristianesimo e la “missione” della Chiesa sono ben altra cosa. Il teologo Giacomo Canobbio lo ha spiegato con estrema chiarezza: “il criterio di reciprocità non è cristiano perché Gesù ha insegnato la gratuità” (e non il calcolo o la convenienza). Caro direttore, continuate anche nel 2011 a regalarci queste boccate di ossigeno puro perché viviamo in tempi di carestia dove anche la speranza è ormai ridotta all’osso.


Il mio abbonamento è assicurato... per altri mi impegnerò

ANTONIA CANEPARI, Parma, 13 gennaio 2011.

Carissimo padre Mario,

un felice anno 2011… ricco di tutta l’energia e l’entusiasmo necessari a svolgere i compiti che le sono affidati. Penso soprattutto alla direzione di MO; la rivista è molto interessante sia per le tematiche proposte sia per la profondità e lo stile con cui sono affrontate. Complimenti davvero! Il mio abbonamento è assicurato… per altri mi impegnerò.


Lettera aperta alla città di Brescia

I PROMOTORI DELLA MARCIA PER LA PACE, Brescia, 16 gennaio 2011.

Libertà religiosa, via per la pace” è il messaggio del Papa per la giornata mondiale per la pace 2011 [...]. Qui ed ora ci sentiamo interpellati [...]. Qui a Brescia, nel nostro territorio, ed ora in questo periodo difficile che vede il nostro paese, la nostra città, pervasi da grandi [...] contraddizioni: accoglienza e intolleranza, paure e speranze, richieste di legalità e rivendicazioni di giustizia […]. Dobbiamo interrogarci sul nostro impegno, a cominciare dalle comunità parrocchiali e aggregazioni ecclesiali, per favorire “politiche di accoglienza”.

[…] Dobbiamo allontanare la tentazione di strumentalizzare la religione usando il Vangelo per separare anziché unire, per rompere anziché comporre, per escludere anziché includere ed accogliere senza cedere ad una falsa e pericolosa cultura mediatica dell’intolleranza, che svuota cuori e coscienze […] dobbiamo allontanare la tentazione di sottovalutare, dimenticare o sminuire le sofferenze di molti fratelli cristiani perseguitati in varie parti del mondo, perché la Chiesa è un unico corpo e la loro sofferenza è anche la nostra. È quindi opportuno tornare allo stile di dialogo e di speranza e salvezza che Paolo VI ci ha indicato nell’Ecclesiam suam: “la Chiesa deve venire a dialogo col mondo in cui si trova a vivere”.

[…] Abbiamo quindi voluto metterci in cammino testimoniando con l’apertura, il dialogo, la “convivialità delle differenze” […].

Assumiamo l’impegno di aderire all’invito del Papa, affinché le nostre comunità siano, nei fatti, testimoni dell’amore di Dio verso […] tutti gli uomini. Ci rivolgiamo ora al governo della città affinché comprenda queste nostre preoccupazioni e si adoperi per offrire a tutti – ad iniziare dai più fragili e meno tutelati – l’opportunità di concrete occasioni di dialogo e fattive ed efficaci politiche, educative, sociali, culturali e di inclusione per favorire l’integrazione e l’interazione tra tutti, nessuno escluso.



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