Sulla soglia della religione
“Il visibile, scrive Jean-Luc Marion, ci circonda. Ovunque dirigiamo il nostro sguardo è lì, disteso, presente, luccicante e ironico… Il visibile ci ossessiona perché ci assedia, non scompare mai”.
Eppure esso non esaurisce il campo del reale. Nel risveglio improvviso dagli incubi che ci tormentano sembra quasi di percepire il rantolo di un essere sconosciuto; le premonizioni che sorprendono i sensi e i pensieri sono forse avvertimenti che devono essere decifrati per svelarne il significato recondito; la malattia, le disgrazie familiari e l’insuccesso che si affacciano sull’esistenza di certo hanno una causa che deve essere interpretata per porvi rimedio.
Queste esperienze sono comuni, ma gli articoli che seguono intendono fermarsi su alcuni fenomeni di sciamanesimo, di guaritori e di medium; e altre forme ancora di contatto con il sacro, come si incontrano in alcuni paesi asiatici. Si tratta per lo più di espressioni che sfuggono ai sistemi religiosi istituzionalizzati.
Gli autori intendono descrivere, attraverso queste esperienze, il tentativo dell’essere umano di far ricorso, a proprio vantaggio, a queste risorse di forza superiore, mettendo in evidenza la funzione della mediazione, i “mezzi usati” per gestire questo mondo intermedio, che sfugge al mondo visibile, eppure lo condiziona.
Queste espressioni, inoltre, aiutano a comprendere la ricchezza di tali esperienze e a considerarle un’occasione privilegiata di inculturazione del messaggio evangelico.







