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Questo numero “speciale” di “Missione Oggi” raccoglie gli atti del Convegno annuale della rivista, dedicato in questa sessione al dialogo interreligioso. Nella pubblicazione abbiamo seguito pari pari lo schema della giornata (9 maggio 2009), con l’unica novità della sistemazione del Forum delle redazioni alla fine di tutto, pur essendo stato realizzato il pomeriggio precedente. Anche attraverso le pagine di questo numero auguriamo a tutti gli abbonati, amici e lettori della rivista una buona estate.

Chissà che l’autorevolezza e la semplicità delle esperienze qui raccolte non collaborino ad abbattere dentro e fuori di noi i tanti muri di separazione costruiti dalla paura e dall’ignoranza del “diversamente religioso” anche nel nostro Paese.

L’atteggiamento che i cristiani devono adottare verso le altre fedi è una questione antica, ma per molti secoli non fu praticamente considerata.

Il Concilio Vaticano II (1962-1965) ne ha parlato in maniera esplicita e positiva. L’incontro voluto e realizzato ad Assisi il 27 ottobre 1986 da Giovanni Paolo II aveva facilitato i rapporti, non solo interreligiosi ma interculturali, tra i popoli. Il drammatico attentato alle Torri gemelle di New York, l’11 settembre 2001, da parte di alcune cellule dell’estremismo islamico, ha raffreddato e inquinato queste ancor timide relazioni, anche da un punto di vista sociale e politico.

Oggi il tema ha acquisito una tale rilevanza che non può che rendere ardua la riflessione di chiunque si avventuri in questo campo. La rivista “Missione Oggi” ci prova, non a partire dalla teoria ma da due esperienze concrete: una “locale”, di base, italiana, nata per necessità contingenti, dai problemi di convivenza tra cristiani e musulmani nella ricca provincia di Modena, legata al Gruppo “Camminare insieme” di Fiorano/Sassuolo; l’altra più “globale”, nata dal carisma missionario dei Saveriani, in Giappone, ma con addentellati in varie parti del mondo, soprattutto in Cina, e legata al Centro di preghiera e dialogo interreligioso “Shinmeizan” di Tamana-gun/Kumamoto.

Seppure in maniera diversa, “Shinmeizan” e “Camminare insieme” ci indicano gli itinerari essenziali per maturare “buone pratiche” di dialogo: non esiste vero dialogo interreligioso senza un’esigente formazione e un’adeguata spiritualità.

Per questo ai due “racconti” fanno da pendant altrettante riflessioni di taglio teologico e spirituale, affidate alla sapienza e acribia di Mons. Michael L. Fitzgerald, rispettivamente sulla necessità della formazione al dialogo e sui presupposti spirituali del medesimo. È stato davvero un grande dono per i partecipanti al Convegno la presenza di un relatore come Mons. Fitzgerald, universalmente noto e apprezzato per la sua esperienza, prima come docente al PISAI (Pontificio Istituto Studi Arabi e Islamistica), poi come segretario e quindi presidente del PCDI (Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso).

Se Gesù ha abbattuto il muro di separazione che era frammezzo, così che per-con-in lui “giudei” e “pagani” potessero presentarsi, gli uni e gli altri, al Padre in un solo Spirito (cfr. Ef 2),

perché non continuare oggi quest’opera divina, camminando insieme, anche se a tentoni, verso l’unità del genere umano, a dispetto e a partire dalle nostre differenze?



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