Giorni di pienezza e gratitudine

I nostri occhi si aprono in un letto che non è quello conosciuto fino ad ora ma, anzi, si tratta di un letto a Samut Sakhon dove la notte è scivolata via non senza qualche disappunto per la mancanza di agi a cui siamo abituati: non c'è lo sciacquone ma un secchio da svuotare nel water, il lavandino è in realtà una vasca in muratura che scarica direttamente sul pavimento; lo scarico in cui scolano l'acqua della doccia e del "lavabo" sembra essere intasato. I rumori notturni che ci hanno inquietato sono stati quelli tipici della campagna circostante; sono però gli stessi che, con il favore della luce mattutina, ci hanno rallegrato ed accolti davanti ad un tavolo imbandito di una colazione all'aperto ricca della sua semplicità casereccia: risate e frutta fresca intrecciate ad una brezza leggera.
Ristorati e assonnati ci dirigiamo verso la prima tappa della giornata: veniamo accolti da visi di bambini non meno assonnati di noi. Visi con ghirigori di polvere gialla su fronti e guance brune, segno di pulizia e bellezza. Bimbi profughi birmani. Le ragazze, leggiadre, ci accolgono con un ballo tipico a rotazione di polsi e movimenti aggraziati. C'è il tempo per delle presentazioni e dei canti veloci e poi via verso la prossima destinazione: il secondo giorno alla scuola Annalai. Siamo impegnati in attività con adolescenti che si chiedono quali siano i problemi del mondo e cosa può fare in concreto ognuno di noi per migliorarlo. Le ore della giornata scorrono velocemente in una bolla fatta di aria climatizzata, piedi scalzi, cartelloni e pennarelli, barriere linguistiche, adolescenti disciplinati che nascondono la vivacità dell'età. Vivacità che si fa decisamente tangibile alla fine di ogni incontro soprattutto nelle ragazze che, in visibilio per Samuele e Nicola, quasi sgomitano per avere una foto con loro rendendoli delle "celebrities" ai loro occhi e regalando occasioni di ilarità per noi pubblico rimasto inosservato.
Nel ritorno a casa il nostro pulmino è carico di entusiasmo, stanchezza e soddisfazione, bottino che ci servirà per la sera dove, in cerchio seduti a terra e sempre rigorosamente a piedi scalzi, abbiamo modo (forse per la prima volta dal nostro arrivo) di "tirar fuori" e condividere tra noi. Così, al bottino pomeridiano, vanno ad aggiungersi anche pienezza e gratitudine per quanto stiamo vivendo in questi giorni.










