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L’ospitalità thai va oltre i miei limiti ...

L’ospitalità thai va oltre i miei limiti ...

La nostra 12ª giornata in Thailandia è iniziata consuetamente con un momento di preghiera, seguito da un’abbondante colazione.

Sofia eOggi è bene fare scorta di energie perché ci aspettano diverse ore di lezione, c’è l’English Camp di Umphiang dalle 8 alle 15:30. Dopo un’oretta scarsa di tragitto, ecco che arriviamo a scuola, dove siamo accolti sempre con immensa gentilezza. Apprezzo l’ambiente caloroso della scuola thailandese per diversi aspetti, ma ora ho un po’ di timore: oggi devo gestirmi da sola, a differenza delle scorse volte non ho un compagno con cui condurre la lezione, devo tenere un totale di 11 classi, sperando di riuscire a coinvolgere i ragazzi e di non annoiarmi nel ripetere e riproporre sempre lo stesso argomento ogni 25 minuti.

Sofia cFortunatamente i bambini con il loro sorriso riescono a rendere ogni round di attività prezioso, inoltre anche uno dei docenti thailandesi sembra incuriosito dalla attività tanto che nelle ultime tre ore a scuola mi aiuta un po’ nell’interagire con i ragazzi, ormai stanchi come me, traducendo ciò che dico.

Finite le lezioni ci ritroviamo tutti in uno dei capannoni principali per assistere alle premiazioni delle classi e per salutare i ragazzi. Sono tanto stanca, ma devo dire che mi sono divertita e che comunque il tempo è passato molto più in fretta di quanto pensassi.

Facciamo rientro a casa e, dopo un’oretta di Sofia gattività pomeridiane con i bimbi del villaggio, alle 18 siamo invitati a recarci nella casa di Josef, un uomo mancato proprio ieri, dopo una malattia che non gli ha lasciato scampo e che purtroppo gli ha causato grande sofferenza sino al suo ultimo giorno.

La Messa in memoria di questo uomo è un momento di riunione, di comunità: tantissimi sono i presenti, ci sono anche molti bambini. Qui la morte, a mio avviso, è sentita in maniera diversa rispetto che in Italia, certo resta un evento disgraziato, ma, per quanto ovunque la morta sia SOfia fahimè inevitabile, qui è davvero come se facesse parte del quotidiano, è molto più normalizzata di quanto lo sia in Occidente.

Il lutto è un momento di condivisione, in diversi si fermano a cena con la madre, la moglie e le figlie del defunto ed ecco che per preparare il pasto, durante la celebrazione, posso osservare una decina buona di donne indaffarate nel cucinare carne di maiale per tutti… lo trovo un po’ strano perché a casa mia non sarebbe molto consono, e credo che la mia ultima preoccupazione durante un momento di perdita sarebbero gli invitati e le loro esigenze culinarie, ma l’ospitalità thai evidentemente va oltre i miei limiti.

Sofia dSono in un mondo diverso, capace di stupirmi sempre, fino a lasciarmi confusa. Non vedo lacrime, eppure accanto a me c’è una bara chiusa; non vedo piatti vuoti, tutti hanno un grande appetito.

Per quanto io possa trovare tutto questo molto singolare, credo che la cosa migliore da fare sia, almeno per un attimo, smettere di indossare le lenti della mia cultura e apprezzare queste usanze così lontane dai nostri usi.

Alla fine, anche qui nel lutto ci sono vicinanza e unione, insomma, l’indispensabile non manca.


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Pubblicato
22 Agosto 2024
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