Vangelo in chiave ecologica
Venerdì 18 ottobre 2019 le ACLI di Cremona hanno ospitato un dibattito sull’Enciclica Laudato Si’ di papa Francesco e sul recente Sinodo dell’Amazzonia, attraverso le voci di don Antonio Agnelli e di p. Filippo Rota Martir.
Don Antonio ha presentato il suo recente libro, Ecocristologia - Sulle orme di Gesù con la Laudato Si’ (TAU editore, la cui copertina è senza plastica per motivi ecologici), nato dal desiderio di commentare il VII paragrafo dell’Enciclica. L’autore si è soffermato sullo sguardo di Gesù sulla natura, per tentare una rilettura dei vangeli e della vita di Cristo in chiave ecologica. Dio che ci salva in Gesù è il Creatore e non c’è separazione tra creazione e salvezza; c’è una perfetta coincidenza tra il discorso etico e quello teologico. Don Agnelli cerca, quindi, di far capire ai cristiani che è possibile leggere e vivere il vangelo in ottica ecologica. Del resto, il testo sacro presenta efficacemente le forze misteriose della natura creata da Dio (vedi le parabole di Gesù con gli elementi naturali). Creazione e storia della salvezza sono in sintonia tra loro. Dovere di ogni persona è rispettare un dono che ci è stato fatto.
P. Filippo ha proseguito l’incontro parlando del Sinodo dell’Amazzonia come espressione della Fede incarnata in quella realtà. Si tratta di un’esperienza di grande umanità e accoglienza. Se la parola “sinodo” ci indica che dobbiamo camminare insieme è necessario che la chiesa si metta in ascolto della realtà amazzonica e che si impegni ad ascoltare. A questo proposito, p. Filippo cita una frase della saveriana Tea Frigerio: “Bisogna ascoltare con il cuore per tracciare nuovi cammini”. Il presbitero in Amazzonia deve visitare le comunità, stare in mezzo alla gente, con la loro cultura e diversità.
Il Sinodo interessa tutta la chiesa universale che si deve aprire ai popoli indigeni e lasciarsi aiutare. La diversità arricchisce la chiesa e il mondo. Sono necessari nuovi cammini pastorali perché la fede sia espressa in modo indigeno. Poiché in Amazzonia l’Eucarestia è una rarità, il primato spetta alla Parola di Dio con la quale i popoli indigeni pregano volentieri e manifestano una grande devozione per i santi. I laici sono responsabili e attivi protagonisti nella pastorale. La liturgia è caratterizzata da lingua, immagini, musica e danze indigene… Si parla quindi di liturgia inculturata e si avverte la necessità di nuovi ministeri ad hoc, anche al femminile.
Tutte queste riflessioni non fanno passare in secondo piano lo sfruttamento della foresta, dove manca il rispetto per la Madre Terra. Nell’intero pianeta si incontrano situazioni analoghe e l’esempio del Sinodo dell’Amazzonia diventa di buon auspicio per tutte le ingiustizie e le oppressioni. Speriamo che questo Sinodo rappresenti l’inizio di un cambiamento per tutti.







