Valori condivisi intramontabili
Eravamo davvero in tanti, domenica 14 settembre, all'incontro degli ex allievi (apostolini) di Udine. La sala riunioni, la chiesa e il refettorio erano gremiti. Per qualche ora è sembrato di tornare indietro nel tempo, a quella seconda metà degli anni sessanta in cui l’Istituto raggiungeva il numero più alto di allievi.
Padre Carlo Di Sopra, regista instancabile dell’incontro, i Saveriani della comunità di Udine e quelli arrivati dalla casa madre di Parma - tutti friulani - ci hanno accolto con semplicità e calore, facendoci sentire di nuovo a casa. Dopo i doverosi saluti e un caffè ristoratore, accompagnato dai dolcetti preparati dalle cuoche, è iniziato il programma della giornata. Molto apprezzato l'intervento di p. Armando Coletto, friulano doc, che ha offerto una riflessione sull’evoluzione del ruolo dei missionari, e in particolare dei Saveriani, in un mondo profondamente cambiato rispetto agli anni Sessanta, quando nell’Istituto di Udine si contavano più di sessanta allievi e a Parma venivano ordinati ogni anno oltre venti missionari italiani. Padre Armando ha concluso ricordando la significativa esperienza in Albania, gestita in collaborazione con la comunità di Buttrio.
Padre Faustino Turco ci ha poi aggiornato sul processo di canonizzazione dei 44 martiri africani e del nostro concittadino p. Aldo Marchiol, motivo di orgoglio per tutta la comunità saveriana friulana. Durante la Messa, celebrata da p. Stefano Della Pietra - anche lui friulano, o meglio cjiargnel - insieme a tutti i Saveriani presenti, sono stati ricordati i missionari friulani e tutti coloro che, passati per Udine, ora riposano tra le braccia del Signore. Un pensiero particolare è stato dedicato a Renzo Cecone, recentemente scomparso, che è stato l'anima di questi incontri, con la sua instancabile opera di ricerca e contatto con gli ex allievi dei mitici anni Sessanta, finché la salute gliel’ha consentito. Mandi Renzo, e grazie di cuore per tutto.
Il pranzo conviviale, preparato con cura dalle nostre cuoche, ha chiuso la giornata in un clima di vera fraternità. Oggi, forse, ci sono un po’ meno ragazzi di allora, un po’ meno vispi, ma con lo stesso spirito e lo stesso sorriso di allora. Mi piace concludere con le parole del nostro filosofo Bepi Mattiussi, che ha saputo riassumere meglio di tutti il senso di questa giornata: “Grazie a voi tutti, sia a chi conosco che ai più giovani ex allievi. Ritrovarsi in nome di alcuni valori condivisi e realizzati in diversi modi di vita è ancora il miglior investimento per un futuro un po’ più vivibile, per noi e per i nostri figli”.







