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Uno Spigolo per la Mistica - Comportarsi come Cristo

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Stiamo parlando della vita cristiana e stiamo dicendo che la "vita" implica attualità-continuità-prontezza di tutte le membra a servire il corpo. C'è nel Vangelo un celebre racconto in cui due donne la fanno da protagoniste: una, Maria, accoccolata ai piedi di Cristo è nell'atteggiamento della discepola tutta attenta e incollata ad ascoltare la Sua Parola.

In un atteggiamento diametralmente opposto, Marta si mostra tutta "preoccupata-indaffarata-affannata" quasi che "tutto" dipenda da lei: tanto che ad un certo punto non resiste più a sopportare Maria, fannullona, e, addirittura, arriva a lamentarsene con Cristo, perché permette e non capisce che la sua sorella se ne stia lì a far nulla.

Cristo interviene a riprenderla bonariamente o a sgridarla, come preferite, dicendole: "Marta, Marta, ti affanni e ti agiti troppo!". Questi i due termini scelti sapientemente da Luca e messi sulle labbra di Gesù, che non se la prende con Marta "perché lavora": il lavoro infatti è un valore sacro voluto dal Creatore! Ma Cristo riprende severamente Marta per il "modo" con cui lavora: Marta è "sola" a lavorare; essa disubbidisce alla grande legge della vita in simbiosi e della binomialità di cui abbiamo parlato quando abbiamo detto che ogni azione deve essere "cristo-comandata", incominciata-accompagnata-conclusa "in-con-per Cristo"; Marta "strafa", come si suol dire, e se si ferma lei, con lei si ferma il mondo e il sole non arde più! Bisogna lavorare, ma senza "affannarsi"; bisogna lavorare, ma senza "preoccuparsi": la preoccupazione- agitazione-affanno "escludono" la compagnia-fiducia-appoggio" su Dio e il suo Cristo.

L'uomo pecca "brutto" quando si comporta come se "tutto" dipendesse da lui: bisogna "piuttosto" comportarsi come se tutto dipendesse da Dio; Gesù ci ricorda, senza mezzi termini: "Senza di me non potete far nulla!". Ricordiamo? Quando Pietro, che camminava sull'acqua, ha cominciato a "preoccuparsi", subito ha cominciato ad andar sotto! L'uomo ha la maledetta malattia di Napoleone nel sangue!

Allora come dobbiamo comportarci? È semplice: dobbiamo fare in modo che Marta e Maria non litighino più: dobbiamo fare in modo che Maria "informi" il lavoro di Marta, lo animi, lo ispiri: Marta deve convertirsi in Maria e Maria in Marta. Di qui la necessità  dell'allenamento che il cristiano deve imporsi, di moltiplicare, più spesso che può, quelle che chiamerei volentieri le "presenze correttrici" di Cristo: cioè la persona di Cristo, richiamata dalla fede-speranza-carità, si presenta a "correggere", a mettere nella direzione giusta i nostri comportamenti. In altri termini si tratta dell'abitudine di chiedersi: "Come si comporterebbe Cristo, se fosse al mio posto?".

Ovviamente l'educazione cristiana deve avvenire secondo queste categorie mentali: il Figlio deve comportarsi "così e così"; il papà e la mamma in tanto hanno ragione in quanto ciò che dicono è "sigillato" dal "sì" di Cristo al Quale essi stessi devono ubbidire. Intendo dire che le "prime-definitive" motivazioni della "ragione-torto" non dipendono da opinioni "personali" ma dall'opinione di Cristo: è solo Lui che "decide" la ragione-torto!



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