Una nuova società multietnica
Spesso prendo l'autobus per andare nel centro di Genova. Quando ritorno da piazza Caricamento sull'autobus incontro molti stranieri emigrati, persone che non parlano italiano. Possiamo riconoscere quelli provenienti dall'America Latina che svolgono lavori domestici presso persone anziane; altri emigrati dall'Africa araba che svolgono il lavoro di venditori ambulanti, alcuni emigrati dai Paesi slavi.
I più noti sono i venditori ambulanti e i venditori di fiori della Riviera Ligure che incontriamo nelle stazioni e alle porte delle chiese. Se uno prende i treni che portano alle città del Nord alla mattina presto dalla stazione Porta Principe di Genova, li vede scendere ad ogni stazione della linea ferroviaria. In un mio viaggio li ho visti scendere fino alla stazione di Parma coi loro mazzi di fiori.
La società italiana sta cambiando, perché arrivano persone da Paesi lontani che non parlano la nostra lingua. Di fronte a questo fatto si può correre il rischio di chiudersi nel proprio mondo e di avere paura del forestiero che non capiamo.
In alcune classi delle nostre scuole il numero degli scolari stranieri a volte ha cominciato a superare quello degli italiani; in altre il numero di quelli nati in Italia è pari a quello dei bambini entrati in Italia per il ricongiungimento familiare. Dagli stranieri viene una iniezione di gioventù che rallenta il processo di invecchiamento della popolazione italiana. Di fronte a questa nuova realtà occorre creare uno spirito di accoglienza e di integrazione per formare un popolo multietnico.
L'emigrazione purtroppo avviene in maniera clandestina controllata a volte da organizzazioni malavitose che speculano sui beni degli emigrati e perfino sulla loro vita. Si richiede una immigrazione regolata da norme di contratto di lavoro già stipulato per le industrie del Nord Italia che hanno bisogno di mano d'opera per i lavori manuali e per aiutare i Paesi del Sud del mondo. L'arrivo di questi stranieri in Italia ci pone il problema religioso dell'incontro con fedi diverse e il rispetto delle loro credenze perché una scintilla della verità c'è in ogni religione.
Tra gli emigrati soggiornanti in Italia la religione cristiana è prevalente a differenza di quello che avviene negli altri Paesi europei. Si richiede di assicurare le condizioni della pratica religiosa e il dialogo interreligioso. La comunità cristiana più numerosa è quella di origine filippina e latino-americana. Gli emigrati di fede islamica sono la seconda religione professata in Italia. Noi cristiani dobbiamo imparare a convivere con credenti di altre fedi religiose.
Mi è capitato di parlare in una chiesa con una donna musulmana che mi chiedeva se poteva entrare a vedere la grande croce del Gesù Crocefisso perché le dava tanta pace. Le ho risposto che poteva entrare perché Dio guarda la fede del cuore e nella tradizione cristiana c'è sempre stato il battesimo di desiderio. Gesù per noi è il Figlio di Dio che è morto per la salvezza di tutti.
Noi cristiani abbiamo le immagini sacre nelle chiese, mentre i musulmani hanno solo delle scritte sulle pareti delle moschee.








