Animazione missionaria saveriana in Calabria
Noi Saveriani siamo stati soli in Calabria per anni: il nostro è stato l'unico Istituto missionario qui residente e che ha potuto svolgere l'animazione missionaria nelle varie diocesi calabre. Abbiamo appreso recentemente che arriveranno, nella diocesi di Socri, i missionari della Consolata; e quindi, essendo due Istituti presenti, potremo fare un'animazione più approfondita.
Nell'anno pastorale scorso io ho continuato il mio lavoro di animazione sia a Reggio che nelle diocesi calabre. Al Sud c'è molta apertura da parte dei capi d'Istituto verso noi missionari, poiché ci presentiamo come esperti dei problemi dei Paesi in via di sviluppo. Essendo vissuti in quei Paesi per tanti anni, ne conosciamo profondamente le problematiche.
Personalmente, avendo io lavorato per 30 anni in Congo, mi sono fatto una cultura su questa nazione (che è vasta otto volte l1talia), e ne conosco i problemi sia sotto l'aspetto socio-politico, che sotto l'aspetto etico-religioso. Tornando al tema delle scuole, dopo aver parlato in varie scuole di Reggio C., ho voluto recarmi in una delle diocesi più lontane da noi: quella di Cassano all'Ionio.
Mi sono presentato un giorno al vescovo locale, mons.Domenico Graziani, che mi ha benevolmente ricevuto; ascoltata la mia richiesta, di buon grado l'ha accolta, e mi ha incoraggiato ad andare spesso nella sua diocesi per l'animazione missionaria, sia nelle scuole che nelle parrocchie. Devo riconoscere però che chi ha preparato questo incontro e che mi ha aperto le strade, presentato a capi d'Istituto e insegnanti di religione, è stato il giovane direttore del Centro missionario don Francesco Diadati. Ha preparato tutto un piano, e l'approccio sia ai responsabili delle scuole che agli insegnanti, sacerdoti, suore e laici. Così ho potuto svolgere a mio agio il compito di animatore.
Personalmente, ho fatto una scelta: quella, cioè, di andare, salvo qualche eccezione, nelle scuole Superiori. Mi sembra questa una maniera di realizzare il nostro carisma missionario in Italia, che è quello di andare ai più lontani. Infatti, anche se tra i giovani ci sono esempi belli di attaccamento a Dio, di amore a Cristo e alla sua Chiesa, e di impegno nelle parrocchie, molti di loro, anche se conservano certi valori cristiani, si sono allontanati dalla Chiesa, non praticano più e percorrono cammini alternativi.
Devo però riconoscere che i giovani incontrati nelle varie scuole della Calabria, sono molto ben disposti e attenti alla parola del missionario, aperti ai problemi del Terzo mondo, come anche all'aiuto concreto per i loro fratelli più bisognosi.








