Una comboniana in Centro Africa
Anche l’anno 2015 volge al suo termine: un anno ricco di avvenimenti e di vita, segnato dalla venuta del santo Padre a fine novembre! Un segno di speranza e di grande gioia per tutti noi!!!
I motivi per dire grazie sono tanti, cominciando da casa nostra. L’anziano castello di raccolta dell’acqua potabile stava crollando e una diocesi ha risposto con grande generosità al nostro grido di allarme, dandoci il necessario per un nuovo castello con doppia capacità. Spesso il sistema pubblico non invia acqua per più giorni, e adesso abbiamo una riserva tale da permetterci di vivere più serene.
Grazie a voi abbiamo salvato la cappella…
Anche la cappella della casa provinciale aveva bisogno di manutenzione, dopo che i ladri ci avevano rubati tutti i vetri. Durante i tre anni di guerra, polvere, pioggia e umidità stavano intaccando le pareti e il legno. Grazie alla nostra congregazione e a vari volontari abbiamo ridato vita al cuore della nostra casa ed ora c’è una migliore illuminazione! La corrente del servizio pubblico è infatti troppo debole per permettere un corretto funzionamento della luce e ora possiamo pregare senza problemi il mattino presto e la sera.
Un terribile naufragio aveva abbattuto il muro…
Sempre grazie a questa condivisione abbiamo potuto affrontare il “disastro” naturale provocato da un terribile nubifragio che aveva completamente abbattuto il muro di cinta.
È stato immediatamente ricostruito per evitare che i ladri ci rubassero, un po’ alla volta, tutta la casa. Ora dormiamo sonni tranquilli e ci prepariamo a riaprire il convitto della ragazze, rimasto chiuso da tempo a causa della violenza e dell’insicurezza.
Cerchiamo di fare quello che possiamo…
Tante persone suonano la campana della nostra veranda per chiedere aiuto. La situazione del paese è difficile sotto tutti i punti di vista: igienico-sanitario, alimentare, sociale, economico... Lo stato non esiste quasi più, i salari arrivano difficilmente e in ritardo, gli spostamenti sono difficili e il prezzo dei beni di prima necessità sono aumentati almeno del 25%. Non ci è possibile aiutare tutti, ed è difficile distinguere tra chi ha davvero bisogno e chi vuole imbrogliare e guadagnarci.
Noi cerchiamo di fare quello che possiamo, come nel caso di Sansone, un piccolo che ha perso la madre dopo il parto e che è stato allevato dalla nonna. Questa, per accudire il nipotino, non ha più potuto lavorare nei campi e doveva pagare un’operazione chirurgica per raddrizzare i suoi piedini. Ora Sansone può crescere come gli altri bimbi e aspettiamo il giorno in cui potrà camminare!
Senza di voi cosa faremmo?
Carissimi tutti, senza il vostro aiuto la nostra vita e missione oggi non sarebbero possibili, soprattutto in un paese con tante possibilità, ma con tante difficoltà. Speriamo che con le elezioni di questi giorni si apra davvero una nuova pagina della nostra storia e si possa cominciare a costruire un avvenire diverso! Vi assicuriamo il nostro ricordo grato e la nostra preghiera perché il Signore vi colmi di benedizioni e di serenità!







