Un seme che darà i suoi frutti
Il 28 novembre 2019 si è aperta la 17ª mostra saveriana “Il grido dell'Amazzonia”, ispirata all’enciclica di Papa Francesco (Laudato si’), che ci invita a prendere coscienza dei cambiamenti che una nuova cultura deve portare al nostro stile di vita.
La mostra avrebbe dovuto proseguire fino al 29 marzo e già i calendari delle prenotazioni erano completi. Fin dall'inizio si sono avvicendati parecchi visitatori e scuole (elementari, medie e superiori) con i loro insegnanti, contenti che i saveriani avessero ripreso la tradizione delle mostre didattiche. L'organizzazione di tutto il personale addetto al buon andamento delle visite ha presentato, talvolta, momenti di difficoltà, sia per l'avvicendamento dei turni, sia per il numero delle guide che, rispetto agli anni precedenti, si è assottigliato. Ma, con volontà e coraggio, queste difficoltà sono state superate, aumentando i turni e le presenze. Abbiamo accolto gruppi di volontariato, servizio civile, ragazzi con disabilità, provenienti da Brescia e provincia. È stato manifestato da più parti gradimento per l'opportunità e per l'offerta formativa proposta.
Alla visita seguiva un laboratorio interattivo esperienziale, nuovo e all’avanguardia, in cui i ragazzi portavano alla luce i loro sentimenti più intimi e forti. Questa proposta è stata molto apprezzata dagli insegnanti e dai ragazzi, che hanno vissuto un’esperienza difficilmente ripetibile.
Sul libro dei visitatori venivano espressi commenti e considerazioni profonde e sincere. Anche “Missionari Saveriani”, nel mese di febbraio, aveva riportato alcuni pensieri e riflessioni scritti con entusiasmo e franchezza. Tutto funzionava quindi perfettamente, finché, ai primi di marzo, un “gravissimo evento” ha interrotto la mostra, la vita quotidiana di tutto il mondo: la pandemia che, ancora adesso, minaccia le nostre vite.
Questo strappo è stato davvero traumatico. Rimane il pensiero, per tutto il gruppo degli organizzatori, di aver deposto, nel cuore di più di 700 ragazzi e adulti, un seme che darà i suoi frutti: la presa di coscienza che sia indispensabile un nuovo stile di vita, atto a preservare, difendere, capire, amare il nostro pianeta, la patria di tutti. Tutti insieme ce la potremo fare, fin d’ora, in cui il tempo sembra sospeso, in attesa di una nuova, efficace rinascita. E chissà che con l’autunno anche questa mostra non possa vivere una nuova stagione.







