Un rimedio contro l’egoismo, Con i famigliari marchigiani
Anche quest'anno la casa saveriana di Ancona ha dedicato una domenica a tutte le famiglie dei missionari marchigiani. A celebrare la Messa è stato il nuovo "maestro" della comunità, p. Giuseppe Veniero. È seguito il pranzo comunitario, condito dall'apertura di cuore e dall'affetto degli ospiti che hanno creato un bel clima familiare.
Ad animare la santa Messa e il pranzo comunitario ci hanno pensato gli ultimi arrivati in comunità: i novizi Diego e Alessio; i due giovani Alberto e Renato, appena arrivati ad Ancona dalla Sardegna e dal Veneto; Serge del Camerun, che si prepara all'ordinazione sacerdotale e aiuta nell'animazione giovanile; p. Enzo Tonini, da poco rientrato dalla missione in Colombia, incaricato dell'animazione vocazionale.
La comunione fra noi
L'apertura di spirito e la generosità sono due qualità che hanno in comune tutte le famiglie dei missionari. Le incoraggiano a dare importanza alla vocazione dei propri figli e a soccorrere coloro che sono in difficoltà. Nella società di oggi tutto questo è difficile da trovare. Le persone sono attanagliate da paure che i mass-media contribuiscono a diffondere attraverso notizie e immagini negative. Perché non si dà voce alle numerose attività positive, alla gente che vi è impegnata e che paga anche di persona per il bene offerto?
Un'altra qualità che si trova in queste nostre famiglie di misionari è la fraternità tra le persone, tra tutti noi. A questo ci aiuta la comunione di fede, che si realizza nella celebrazione dell'Eucaristia e con l'ascolto della Parola. È proprio questa fede cristiana che ci tiene insieme con legami sinceri e profondi.
La parola di Dio ci aiuta a capire perché nelle famiglie dei nostri missionari c'è apertura e comunione. È una Parola che combatte il modo banale di essere cristiani. Gesù è solidale con le miserie umane, fino a morire in croce e risorgere. Gesù ha fatto una scelta d'amore e lascia anche a noi la possibilità di farla: "Chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà".
Incoraggiati dai missionari
Quanti missionari e missionarie in situazioni difficili non sono fuggiti, ma hanno scelto di essere solidali con la gente in pericolo. Aiutare gli altri, anche a costo di rimetterci la propria vita, sono scelte di grande umanità. Queste persone non seguono la logica del mondo o il pensiero della maggioranza. Con il loro esempio rendono anche noi più generosi e solidali, più uniti tra noi e non violenti. Senza di loro anche noi diventeremmo più egoisti, perché l'isolamento e il pensare solo a se stessi può portarci alla rovina.
Il vangelo ci invita a cambiare mentalità e stile di vita, a uscire da noi stessi e incontrare gli altri, a conoscerci e interessarci degli altri. I piccoli gesti, un sorriso e un abbraccio, o un semplice saluto sono scelte che rendono più vivibile il nostro mondo.
In conclusione, p. Veniero ha ricordato: "Noi missionari abbiamo il dovere di trovare il tempo per far visita alle famiglie dei nostri confratelli, soprattutto quando sono formate da persone anziane, e comunicare loro la nostra riconoscenza e gratitudine".








