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Proporre Cristo è un dovere, Da una lettera di Elisabetta Pelucchi

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Chiedo subito scusa alla saveriana Elisabetta Pelucchi per questo articolo su di lei a sua insaputa, ma come confratello e compaesano (siamo tutti e due di Cologno al Serio) spero mi perdoni. Mi sono avvalso delle notizie prese da una sua lettera, che mi hanno colpito.

La prima cosa interessante è che Elisabetta dice subito di non voler parlare del paesaggio della Thailandia, dove si trova come missionaria, perché basta sfogliare un opuscolo di viaggi o aprire internet per vedere e sapere tutto. Non parla neppure della gente, perché sarebbe presuntuoso per una come lei, arrivata da poco.

Il primo impatto in Thailandia

Quindi parla del suo primo impatto con un nuovo mondo, quello che fa crollare ogni aspettativa. Già la lingua crea grandi difficoltà. Ci sono 44 consonanti e 32 vocali con 5 tonalità di voce. Questo significa che non si capisce una parola e anche la Messa non è facile da seguire. Alcuni gesti, come il darsi la mano per lo scambio della pace, non esistono. Si sta seduti con le gambe incrociate durante tutta la Messa...

Elisabetta è stata molto impressionata dal rapporto con il buddhismo e da come sia difficile per il cristianesimo entrare in una cultura imbevuta da questa religione, per la quale, ad esempio, si deve rinunciare a qualsiasi bevanda alcolica. Il rapporto gerarchico è molto forte. Se un monaco viene toccato involontariamente da una donna, egli deve purificarsi. La donna è considerata inferiore. Anche alla festa di battesimo, le donne vengono messe in una tavola separata. Come spiegare loro che siamo tutti fratelli e sorelle, e che il più grande deve servire?

Il compito di ogni cristiano

Per il buddhismo non c'è vita dopo la morte, per cui il cristianesimo è una buona notizia. Infatti, Elisabetta racconta di un thailandese che, vedendo la moglie morente recitare l'ave Maria, pur non essendo cristiana, ha chiesto alla saveriana Agnese: "Secondo te, mia moglie è in cielo?". E lei: "Io credo che dopo questa vita ci attende un'altra vita in cielo, con Dio che è Padre". E l'uomo: "Se è come dici tu, è davvero molto bello!".

Elisabetta è convinta che questi fratelli abbiano il diritto di conoscere la fede cristiana: "Non si tratta di imporre nulla, ma di proporre Cristo, via verità e vita".

Questa è la missione. Le inevitabili difficoltà vanno affrontate con pazienza e perseveranza. Il missionario è lo strumento dello Spirito per annunciare, seminare, donare Cristo a ogni creatura. Ho scelto questi racconti di vita missionaria, perché per poter annunciare il vangelo noi missionari dobbiamo prima incontrarci con le persone, accoglierle così come sono, conoscerle per voler loro bene, e poi annunciare loro Gesù Cristo.

Ma anche ognuno di voi deve fare lo stesso con le persone che incontra ogni giorno.



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