Un missionario davvero felice
Padre Claudio Marinoni ha scelto gli ultimi
A Pizzighettone tutti conoscono il saveriano p. Claudio Marinoni, missionario in Brasile. È tornato al suo paese nell’ottobre scorso e ha festeggiato il 25° di vita sacerdotale nella sua parrocchia, dove è nato ed è stato battezzato 50 anni fa.
Una festa multipla
Sua mamma Lina - (mi perdoni se faccio la spia!) - ha desiderato tanto il ritorno del figlio, che ha pagato lei stessa, con la sua pensione, il viaggio aereo di p. Claudio e le spese del pranzo. Tutti le diciamo: “Brava, hai fatto benissimo!”.
La grande festa è cominciata al mattino di domenica 3 ottobre nella chiesa di S. Giuseppe con la celebrazione della Messa per i bambini e l’inizio dell’anno catechistico. Padre Claudio ha esortato piccoli e grandi a essere fedeli alla loro identità cristiana e a nutrirla con la catechesi e la parola di Dio, in modo da essere capaci di darne testimonianza davanti a tutti. Si sono riuniti anche tutti i coscritti del 1954, per festeggiare insieme il loro 50° anno di vita.
Dopo la Messa, hanno pranzato insieme; così hanno avuto modo di ascoltare dalla viva voce di padre Claudio le avventure della sua vita missionaria, insieme alle gioie e alle sofferenze di tanta povera gente del Brasile.
Venticinque anni fa
Domenica pomeriggio, alla Messa solenne nella chiesa di S. Bassiano, il parroco don Vilmo Realini ha ricordato il miracolo della Pentecoste e la ricchezza della chiesa dove nessuno può essere spettatore; tutti sono attori, sostenuti dalla forza dello Spirito Santo. Ha poi tirato fuori un vecchio giornalino della parrocchia, e ha riletto un articolo caloroso ed entusiasta del compianto parroco don Emilio Mondini in occasione della prima partenza di p. Claudio verso il Brasile nel 1983: “Dio ha ancora fiducia negli uomini e Claudio ha avuto fiducia in Dio, contento di fare questo”.
Arrivato il momento di partire, p. Claudio aveva detto: “Se Cristo e i poveri chiamano, si deve partire... e io parto!”. Allora la comunità pizzighettonese aveva risposto: “Parti, ma non ti stacchi; allarghi il nostro cammino e il nostro cuore; porti nel mondo la nostra famiglia parrocchiale, come in un abbraccio d’amore per popoli lontani, ma in Cristo vicini”.
Allegria tutt’attorno
Alla fine della Messa, c’è stata una lunga processione in onore della Madonna del Rosario, fino alla Chiesa di S. Giuseppe, con la banda del paese che batteva il ritmo e riempiva le vie di note festose. A conclusione, è stato offerto a tutti un rinfresco nell’oratorio parrocchiale. È stata davvero una giornata piena, anzi traboccante di festeggiamenti, di gioia e di allegria, proprio come piace a p. Claudio, che sprizza allegria tutt’attorno a sé come una bottiglia di spumante sturata ...sul podio della Ferrari.
Conosco padre Claudio da tanti anni e confesso di essere stato inondato dalla sua gioia di vivere, di essere saveriano, di lavorare tra i poveri, di amare i bambini di strada e gli orfani. Anche in mezzo a tante sofferenze, non l’ho mai visto triste. Chi lavora con il Signore è felice davvero!
La missione continua
Grazie, caro padre Claudio, per il tuo entusiasmo e la tua serenità. Grazie anche alla tua famiglia, da cui hai ereditato tante belle qualità. Grazie alla tua parrocchia, alla gente e ai sacerdoti di Pizzighettone, che hanno dato alla chiesa e al nostro istituto altri grandi missionari: il compianto p. Ernesto Luviè, apostolo del
Bangladesh; il giovane p. Matteo Rebecchi, ora missionario in Indonesia nelle isole Mentawai; l’ex vicario don Massimo che ha lasciato la parrocchia per il lontano Kazakistan.
Desidero terminare con un fervido augurio: la parrocchia di Pizzighettone continui ad essere missionaria, come dev’esserlo ogni comunità cristiana.







