Un contributo originale
Il tema della nutrizione trova nel nostro museo uno spazio di collocamento quanto mai naturale. L'idea di fondo rimane la stessa, "Culture a confronto", come esprime il grande banner ligneo d’ingresso al museo. Il nostro approccio al tema vuole essere vasto, così come lo è quello di Expo Milano, ove sono presenti oltre un centinaio di nazioni e culture.
Il titolo generale, "Exponiamo anche noi", esprime la volontà e l’ambizione del museo di collocarsi in continuità e accompagnarsi all'evento milanese. Nelle intenzioni, questo titolo è dunque un’esplicita dichiarazione di fare da eco e cassa di risonanza per un evento globale: vogliamo esserci anche noi, perché pensiamo di poter dire la nostra.
Il pane, la mente e… il superfluo
Affiancarci ad Expo non è una fotocopia che fa il verso all'originale di Milano, ma ha un contributo e un taglio "originale". Non esponiamo oggetti legati al cibo materiale e al territorio, ma facciamo una proposta critica e riflessiva al tema. Perciò abbiamo valutato la qualità degli oggetti da esporre.
Ci sono delle cose che da sempre, anche prima del richiamo forte che ci viene dall'evento di Expo 2015, hanno caratterizzato l’azione dei saveriani: fede e civiltà, pane materiale e pane spirituale, promozione delle culture...
I particolari punti di vista che vogliamo proporre con la nostra esposizione temporanea, si esprimono con alcuni sottotitoli. Questi delimitano i temi della nostra proposta e sono pensati in funzione di un pubblico più vasto possibile, ma in special modo si rivolge al mondo della scuola e dell’oratorio, che di questo museo è target privilegiato. I tre temi sono:
- nutrire il pianeta (il pane quotidiano);
- non di solo pane (nutrire la mente);
- del superfluo che ne facciamo? (attenti allo spreco!).
Un bel mix per un effetto duplice
Il museo possiede materiali di culture assai differenti. Ma piuttosto che puntare su un’esposizione basata sulle singole culture da tenere separate, abbiamo preferitomixare gli oggetti selezionati per l'esposizione, ottenendo così un duplice effetto: vedere in contemporanea oggetti simili ma interpretati in culture diverse; aiutare a cogliere gli aspetti in comune che hanno tutte le culture, di fronte a un tema così universale come il cibo e il modo di viverlo.
Si percepiscono comportamenti che rivelano concretamente la fondamentale unità della famiglia umana. Per questo, il titolo dello "spazio formelle" posto all'inizio del percorso museale afferma:
"La terra è di tutti... cominciamo dai diritti".







