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Un anniversario particolare, P. Chiari: 40 anni a S. Pietro in Vincoli

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In questa pagina parliamo di un anniversario importante. Si potrebbe parlare di una sorta di "matrimonio"; non tra un uomo e una donna, ma tra un uomo e... una casa.

Infatti, il 26 luglio sono 40 anni che il nostro padre Ildo Chiari vive nella casa saveriana di San Pietro in Vincoli. Non sono uno storico ma, per quanto mi è dato a sapere, credo sia proprio un primato... saveriano!

Una forza persuasiva

Ho provato a intervistare p. Ildo per carpirgli qualche ricordo da raccontarvi. Sono emersi tanti episodi inediti. Voglio condividere con voi alcuni di quegli avvenimenti che infiammano il cuore e la voce di p. Chiari per la gioia, la soddisfazione e la speranza, senza che lo scoraggiamento o l'eccessivo entusiasmo prevalgano in lui, grande uomo di fede.

Andando indietro nel tempo, si parte da quando la casa interessava ad alcune suore che volevano acquistarla per farne un pensionato per le loro consorelle anziane. Padre Ildo con grande diplomazia le sconsigliò, spiegando loro che avrebbero fatto un "cattivo affare" perché la casa era troppo isolata dal paese, lontana dalla ferrovia, fredda, umida, bisognosa di tante riparazioni costose... Salutando, le suore lo ringraziarono anche per i "buoni consigli" avuti. Mons. Conforti, avvertito dell'operazione da p. Chiari, si rallegrò per la "salvezza" della casa, ereditata poco prima di morire.

Non un semplice custode

Padre Chiari non si è mai accontentato di fare la guardia alla casa, come custode di un museo. È sempre stato impegnato come confessore nelle parrocchie e nei conventi. È molto fedele nella corrispondenza con gli amici e i lettori di "Missionari Saveriani". A San Pietro in Vincoli gli toccò addirittura ereditare la parrocchia da don Peppino Strocchi e guidarla a ricevere il suo successore, il grande amico don Ugo Atencoli.

Un giorno, i superiori decisero di trasformare la casa in "centro di spiritualità missionaria". Arrivarono saveriani del calibro di p. Sartorio, p. Meneguzzi, p. Trevisan con un solido progetto in testa: aprire la casa ai giovani per ritiri e incontri periodici.

Per p. Chiari fu come tornare all'epoca del noviziato, con l'unica differenza che i novizi erano interni e si preparavano a dedicare tutta la vita alle missioni; mentre questi giovani erano esterni con un progetto di vita ancora da definire.

Con tanti collaboratori

Dopo un anno in cui p. Chiari rimase solo, arrivò a dargli man forte fratel Ivo Consigli, che vi rimase dal 1978 all'89. Con il suo accattivante volto dalla fluente barba e sempre con la lunga veste nera, fratel Ivo sfidava sole e intemperie a cavallo della bici, per raggiungere parrocchie e casolari. Oltre all'Eucaristia, portava gioia, speranza e amicizia ad anziani e malati.

Quando la casa era matura per riprendere la sua piena attività, i superiori mandarono rettori e altri confratelli per le varie mansioni. Così si sono succeduti p. Nardo - anche lui ancora qui con il doppio incarico di superiore ed economo -, p. Maestrini, p. Arrigoni, p. Bardelli: tutti con un carisma personale forte e diverso.

La saggezza dell'anziano

Il succedersi dei missionari portava a nuove esperienze di apostolato missionario nelle parrocchie, ma anche a trasformare il volto della casa nelle sue strutture interne ed esterne, tanto da renderla irriconoscibile a chi l'aveva vista nel 1932 (come i saveriani p. Aliprandi e fr. Dalla Valle), quando le signore Vignuzzi la donarono a mons. Antonio Lega, secondo successore del Conforti come vescovo di Ravenna.

In tutto questo tempo, p. Ildo non si è mai limitato a fare da spettatore, ma come "il vecchio di casa" ha saputo dare, di volta in volta, i frutti della sua esperienza.



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