Un’amicizia che si rinnova, Festa del Saverio
Anche quest'anno si è rinnovato l'incontro con i sacerdoti della diocesi di Brescia in occasione della festa di san Francesco Saverio. Dopo il saluto del rettore p. Mario Menin e la preghiera guidata da don Donneschi del centro missionario, a nome del vescovo è intervenuto il vicario mons. Mascher.
La tensione verso le moltitudini e verso la santità è un valore dell'anno sacerdotale indetto dal Papa, secondo mons. Mascher, che ha aggiunto: "Nessun missionario porta se stesso al mondo; con lui c'è Dio. La missione è comunione: non è vissuta tra battitori liberi, ma si svolge in un'unità che fa riferimento a Cristo. Solo secondariamente la missione ha segni rilevanti di visibilità sociale".
Il benessere spirituale
L'ospite della giornata è stato p. Gabriele Ferrari, nostro apprezzato editorialista e professore di ecclesiologia, che ha parlato ai presenti sul tema: "Il presbitero è ordinato per il mondo intero".
"Ovunque sia - ha spiegato p. Ferrari - il sacerdote deve sentirsi in missione, e quindi essere caratterizzato dal dinamismo missionario. Lo spirito e lo stile missionario devono animare la comunità e la sua azione. Non si tratta di aggiungere cose nuove, ma fare le cose di sempre con uno spirito e uno stile missionario.
Il prete cerca il metodo più efficace non per super-alimentare i suoi fedeli, ma per renderli consapevoli della loro missione, che è la missione di ogni chiesa: portare il vangelo ovunque. Il prete deve far sentire ai suoi fedeli il dovere di staccarsi dalle proprie sicurezze e dai propri gusti personali per aprire agli altri l'accesso alla salvezza, alla vita e al benessere spirituale".
L'importanza d'integrare
Per p. Gabriele "l'autentica comunità cristiana non si chiude su se stessa, ma si mette in ascolto degli altri, delle altre comunità cristiane e del mondo, di coloro che sono vicini e di coloro che sono lontani. Possiamo domandarci quali sono i temi più frequenti nell'ordine del giorno dei nostri consigli pastorali. Tra questi, ci sono i problemi del mondo, della giustizia, della pace, dei poveri e degli immigrati? Oggi abbiamo in casa molti non-cristiani. Chiamiamo i missionari a prendersene cura? O non dobbiamo considerare questo fenomeno un provvidenziale appello che ci offre l'occasione di vivere la missione dove abitiamo?
Il verbo esatto è integrare: integrare nella parrocchia e sul territorio. Farli sentire ed essere parte della comunità. La condizione per giungere a questa integrazione è anzitutto non aver paura dei diversi, ascoltarli, conoscerne la storia, la cultura e la religione, accoglierli...".
La giornata si è conclusa con il pranzo nella sala Romanino, in uno spirito di allegra fraternità... sacerdotale.








