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''Tu conferma la nostra fede'', Il papa visita Aquileia e Venezia

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Nel parco "San Giuliano", a Mestre, abitualmente non si celebrano riti religiosi, ma manifestazioni culturali e musicali. Domenica 8 maggio, invece, ha ospitato Gesù risorto, presente nella sua Parola e nell'Eucaristia, nell'assemblea del popolo di Dio con i suoi pastori. Vi ha celebrato la santa Messa papa Benedetto XVI, venuto per dare inizio ai lavori del secondo convegno di Aquileia.

Scola: "Annunceremo Cristo alle nostre genti"

Alla celebrazione Eucaristica erano presenti trecentomila persone venute con i loro vescovi dalle diocesi del nordest d'Italia e dalle diocesi di Croazia, Slovenia, Ungheria, Austria e Baviera. Da Aquileia infatti, evangelizzata da san Marco, attraverso i missionari - ma anche mercanti o soldati delle legioni romane - il messaggio cristiano ha raggiunto l'est Europa.

Il patriarca di Venezia Angelo Scola per tutte le chiese presenti ha chiesto di essere confermate nella fede degli apostoli dal successore di Pietro: "Corroborati dalla persona, dalla testimonianza e dal magistero della Santità vostra, annunceremo con umile franchezza la bellezza di Cristo a tutte le nostre genti. Siamo guidati dal fascino dell'incontro con Cristo e siamo desiderosi di comunicarlo a tutti gli uomini e le donne dell'ampio nordest che domanda ancora oggi un comune compito a popoli latini, slavi e germanici. A favore del nostro fratello uomo siamo qui per riconoscere il Signore risorto nello spezzare del Pane".

Papa: "Siate missionari..."

Il Papa nell'omelia ha invitato i fedeli a continuare nella testimonianza di vita e nell'ardore missionario dei loro antenati: "Cari fratelli e sorelle, sono venuto tra voi per confermarvi nella fedeltà al vangelo e nella comunione. Sono venuto per condividere con i vescovi e i presbiteri l'ansia dell'annuncio missionario, che ci deve coinvolgere tutti in un serio e ben coordinato servizio alla causa del regno di Dio.

Voi oggi rappresentate le comunità ecclesiali nate dalla chiesa madre di Aquileia. In passato quelle chiese si distinsero per il fervore apostolico e il dinamismo pastorale; e anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio la verità e l'unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all'uomo moderno, sopraffatto non di rado da vaste e inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire".

"Diciamo no al consumismo"

Il Papa ha poi detto che, come i discepoli di Emmaus, anche noi possiamo sentire delusioni e paure: dell'ingiustizia, della sofferenza, degli estranei che sembrano attentare a ciò che noi siamo... Ma l'incontro con il Risorto, la sua parola e l'Eucaristia devono aiutarci a prendere il suo stile di vita, che è quello del dono.

"C'è un grande sforzo da compiere perché ogni cristiano - qui nel nordest e in ogni altra parte del mondo - si trasformi in testimone, pronto ad annunciare con vigore e con gioia l'evento della morte e della risurrezione di Cristo. Vi incoraggio a non cedere mai alle tentazioni della cultura edonistica e ai richiami del consumismo materialista".

Il Papa ha concluso con un invito alla santità sull'esempio di tanti santi vissuti in queste terre: san Pio X, il beato Giovanni XXIII e il venerabile Giuseppe Toniolo, prossimo alla beatificazione.

L'immensa folla ha seguito la Messa con profondo raccoglimento, dimostrando affetto ed entusiasmo per il Papa, dal suo arrivo alla sua partenza, quando in tanti hanno corso dietro la papamobile per salutarlo e mentre saliva sul motoscafo che lo ha portato alla basilica di San Marco.



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