Tre ‘nuovi acquisti’ a Vicenza
Siamo pellegrini e discepoli di speranza. Riteniamo, infatti, che c’è salvezza anche là dove vediamo che le cose non vanno bene. È la fede degli Atti degli Apostoli, quando si dice che non c’è altro nome in cui c’è salvezza, se non Gesù Cristo. Con questa speranza anche la nostra comunità di Vicenza inizia il nuovo anno. Abbiamo la missione d’accogliere e animare giovani e gruppi e di amarci tra noi aiutandoci nel vivere “l’età grande” della speranza.
Recentemente ci ha lasciato p. Angelo Ulian di Marano Vicentino e da qualche mese sono arrivati altri tre confratelli: p. Antonio Guiotto di Valdagno, missionario per 36 anni in Sierra Leone; p. Giuseppe Pettenuzzo di Cittadella, vent’anni in Messico e poi in Italia; il diacono indonesiano Yudis, che vive con noi l’anno di servizio diaconale e ci ringiovanisce.
I tre nuovi arrivati si presentano in questa pagina e noi con gioia li accogliamo. Conoscendoli nella loro meravigliosa storia, vogliamo loro ancora più bene. Buon 2025, anno del Giubileo, a tutte e tutti voi!
La musica strumento per annunciare il Vangelo
Il mio nome è Willybrordus Aditya Yudistira e tutti mi chiamano semplicemente Yudis. Sono originario dell’Indonesia, nato il 22 gennaio 1994 a Magelang, nell’isola di Giava, e ho due sorelle. Mio padre era musulmano ed è stato battezzato quando era giovane. I miei parenti e familiari paterni alcuni sono musulmani e altri cattolici. Mia mamma, Veronica, viene da una famiglia cattolica, ha dedicato la sua vita come insegnante in una scuola protestante, dove anch’io sono stato.
Quando a 13 anni ho cominciato a suonare la chitarra, la mia vita è cambiata. La mia passione per la musica mi ha portato ad entrare nel seminario minore dell’Arcidiocesi di Semarang, dove c’era un’orchestra per l’animazione nelle varie parrocchie e nelle chiese. Nel mio secondo anno di scuola superiore, anch’io sono entrato a far parte del gruppo e suonavo il flauto. Guardando il film “Mission”, è nata in me la vocazione alla missione. Mi ha colpito il missionario che suonava l’oboe nel bel mezzo alla foresta amazzonica tra i popoli indigeni e che alla fine è ucciso dai conquistatori in solidarietà con la gente. Da quel momento, mi è parso chiaro l’invito di donare la vita e di valorizzare la musica come strumento per l’annuncio del Vangelo.
Un giorno, mentre studiavo nella biblioteca del seminario, ho trovato il volantino dei Saveriani, che mi mostrava la bellezza della consacrazione alla missione e i vari paesi di missione tra cui l’Amazzonia. Dopo un colloquio con p. Daniele Cambielli e l’anno seguente con p. Manuel Sanchez, sono entrato dai Saveriani nel 2013 a Bintaro (Yakarta): 2 anni di filosofia e un anno di noviziato, prima della prima professione nel luglio 2017. Poi, sono entrato nello studentato teologico di Parma con la Professione perpetua il 4 novembre 2023, nel Santuario di S. Guido Maria Conforti.
Il 27 aprile 2024 sono stato ordinato diacono da mons. Natale Paganelli, nella parrocchia della Trasfigurazione Parma. Ora mi trovo nella comunità saveriana di Vicenza per un anno di esperienza di servizio diaconale. Il mio sogno resta quello di lavorare nella pastorale tra i popoli indigeni, come ha fatto p. Renato Trevisan con i Kayapò, in Brasile (Yudis, sx).
Da Cittadella al Messico e ritorno
Un giorno di fine settembre tutti in famiglia stavano vendemmiando, anche mio papà aveva chiesto un giorno di ferie per aiutare. In casa c’erano mamma e nonna. Siamo in tempo di guerra (la seconda mondiale) nel 1941. A metà pomeriggio arriva la “levatrice”, così era chiamata chi aiutava nei parti. Tutti sapevano che sarebbe arrivata. Dopo pochi giorni, ricevo il battesimo, Giuseppe, nome di uno zio morto da poco.
Alle elementari ho trovato una maestra che, oltre agli argomenti didattici, ci insegnava a convivere. È il 1952 quando entro all’Istituto saveriano di Vicenza, seguendo il cammino dei seminaristi chiamati “apostolini”. Ricordo la presenza della mamma e papà che ogni domenica, unico giorno di visite, venivano in bicicletta da Cittadella a trovarmi. Da Vicenza sono passato a Zelarino per il ginnasio, un periodo non facile per l’età ed il nuovo sistema di vita. Nel 1958, dopo la vestizione, entro in noviziato, un anno bello nella ricerca seria della vocazione. Nel ’59, in settembre, i voti e poi a Desio per il liceo, tre anni. Da Desio la nuova tappa è Parma per la filosofia, il prefettato e la teologia. Sono ordinato presbitero il 14 ottobre 1967 e l’anno successivo parto per la missione in Messico, vent’anni in una scuola, Ico.
Scuola, impegni nei “ranchos”, paesi fuori dal centro per servizi in parrocchie e comunità un po’ abbandonate. La scuola Ico era stata aperta vent’anni prima da p. Ugo Cattenati. Gli alunni, 1500, erano suddivisi tra elementari, medie, liceo, dai sei ai diciotto anni. È stata un’esperienza bella, a contatto con migliaia di persone. Eravamo apprezzati, ci mandavano i loro figli nella certezza di una formazione culturale, umana e religiosa. Quasi vent’anni tra alunni, religiosi e dipendenti. Alla fine della mia presenza gli alunni erano 2500. Di questo periodo sottolineo la presenza dei confratelli per permettere che il collegio rimanesse a un buon livello. La domenica e nei giorni festivi andavamo in qualche parrocchia. Abbiamo avuto alcune vocazioni per seminari e istituti religiosi. Il lavoro per la scuola, per l’apostolato, per l’organizzazione di incontri, feste e altro lascia la nostalgia per cercare di fare sempre meglio.
Tornato in Italia, dopo un anno di aggiornamento e studio a Roma, sono stato in varie comunità saveriane con diversi compiti. L’ultima è stata Alzano (BG) ed ora, da un anno, mi trovo a Vicenza cercando di aiutare e di vivere tranquillamente con tutti. Vi aspetto per bere un caffè insieme e chiacchierare un po’ (p. G. Pettenuzzo, sx).
In missione da 50 anni
A Valdagno ho vissuto la mia infanzia in una famiglia molto religiosa. Sono entrato in seminario a Vicenza in seconda media, ricevendo una buona educazione e formazione cristiana. In Teologia, ho lasciato il seminario per entrare nei Saveriani e il 16 ottobre 1966 sono stato ordinato presbitero.
La mia prima destinazione è stata a Vicenza come vicerettore, quando ancora c’erano qui 90 ragazzi. Dopo tre anni ho ricevuto l’incarico di economo e dopo una breve permanenza in Sierra Leone di due mesi, i superiori mi hanno nominato rettore della comunità per altri quattro anni. Dopo un anno negli Stati Uniti per imparare l’inglese, finalmente è arrivata la mia destinazione per la missione: Sierra Leone. Lì ho svolto il mio ministero in varie parrocchie: Kambia, Makeni (come amministratore diocesano), Port Loko, Kabala e ancora a Makeni (parroco di San Guido Maria Conforti).
L’attività principale del mio ministero è stata l’ecumenismo. Poi, con mons. Biguzzi, vescovo di Makeni, ho fondato “Radio Maria” e per favorire le comunicazioni tra le varie missioni ho installato una cinquantina di radio ricetrasmittenti. Nel 1991 in Sierra Leone è scoppiata la guerra civile che è durata undici anni. È stato un periodo molto difficile, anche perché siamo dovuti fuggire da un posto all’altro. Con un confratello siamo rimasti nascosti per tre settimane in foresta, dormendo all’addiaccio. Un catechista della zona ci portava una volta al giorno qualcosa da mangiare.
In questo tempo, con p. Carlo di Sopra abbiamo dato inizio al movimento dei focolari a Kabala che successivamente si è sparso per tutta la diocesi di Makeni. In seguito, altri gruppi dei focolari sono nati a Freetown, nella diocesi di Bo, e ultimamente anche nella diocesi di Kenema.
Dal 1998 al 2004 sono stato superiore regionale della Sierra Leone. Sono rientrato in Italia per motivi di salute nel 2009, poi dal 2015 al 2018 sono tornato in Sierra Leone a Kabala. Nel 2018 sono tornato definitivamente in Italia nella comunità di San Pietro in Vincoli a Ravenna e dal 2024, dopo cinquant’anni, eccomi a Vicenza. Ringrazio il Signore che mi ha sempre accompagnato nel viaggio della mia vita (p. A. Guiotto, sx).











