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Tra piogge e maree dell’equatore: Isola di Colares, Amazzonia

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Sono in Italia per un periodo di riposo in famiglia. Sono rientrato a S. Maria di Sala dopo tre anni passati in una missione del Pará in Amazzonia.

Più precisamente, vi dico che da ottobre 2009 mi trovo nella parrocchia "Nossa Senhora do Rosario" nell'isola di Colares a nord di Belém, capitale dello stato del Pará. Assieme a p. Gianni Martoccia, accompagno le ventidue comunità disseminate nell'isola. Colares ha una superficie di 600 chilometri quadrati; in pratica, è come un grande rettangolo di 30 chilometri per 20, con una popolazione di 12mila abitanti.

Per terra e per fiume, fino a Cação

Tutte le comunità sono raggiungibili su strada, eccetto una: Cação, un villaggio dove vivono i discendenti degli schiavi neri, portati direttamente dall'Africa per lavorare nelle piantagioni di canna da zucchero. Con la barca si attraversa il fiume Taupará e si sbarca sul pontile dove c'è una passerella lunga circa 700 metri, necessaria per attraversare la palude e raggiungere la terra ferma. Durante l'anno visitiamo le comunità, celebriamo i sacramenti, diamo sostegno ai catechisti e ai coordinatori.

Quest'anno è in fase di svolgimento un corso di formazione per i ministri straordinari dell'Eucaristia. È l'unico modo per far sì che tutte le comunità dell'isola possano avere la Comunione durante la celebrazione della Parola di Dio nel culto domenicale.

Un sogno da realizzare...

I nostri amici dell'isola Colares sono ottimi pescatori: con le loro reti artigianali e le lunghe file d'ami cercano di sostenere le loro famiglie. Inoltre, accompagnano il sapore dei pesci con i prodotti che coltivano nei campi. Diciamo che sono pescatori e agricoltori allo stesso tempo. Le risorse dell'isola sono limitate e i giovani sono costretti a migrare in città, nella capitale, in cerca di lavoro o di scuole più adeguate e attrezzate.

Nonostante queste difficoltà, la parrocchia ha accettato una nuova sfida: costruire delle sale per accogliere i bambini, i ragazzi, i giovani per la catechesi e per le attività pastorali. Iniziando nell'estate del 2009, siamo riusciti a costruire l'edificio fino al tetto, con gli intonaci. Tra una pausa e l'altra, con l'aiuto dei parrocchiani e dei benefattori, il nostro sogno è andato avanti, ma si è arenato nella parte più critica: le rifiniture.

Da diversi mesi siamo fermi per raccogliere fondi, ma una cosa è certa: nel 2012 vogliamo inaugurarlo, almeno una parte, e cominciare a utilizzarlo. Con il ritmo delle quattro maree giornaliere, con le frequenti e abbondanti piogge equatoriali, aspettiamo il sole, perché asciughi un po' l'umidità e illumini l'orizzonte della nostra giornata.



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