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Tanto lavoro e fatica, ma per il vangelo

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Una bella lettera dalla missione africana del Ciad

Amici carissimi, sono già al mio terzo anno di missione nel Ciad, nell' Africa a sud del Sahara. Questa volta il Natale è stata una festa più "normale": niente guerre, nessun omicidio in casa ... Insomma, posso dire che è stato tutto tranquillo. Meglio così!

Gli impegni missionari sono tanti. Stiamo accompagnando diverse centinaia di catecumeni che si preparano a ricevere il battesimo. Inoltre, ci sono i cristiani già battezzati, le comunità di base della savana e della città di Bongor, da seguire con il lavoro pastorale. È tutto un fermento. La chiesa qui sta crescendo velocemente. È un fenomeno meraviglioso, ma che ci trova, per alcuni aspetti, impreparati. Fino a due o tre anni fa, avevamo solo poche decine di catecumeni l' anno.

Ora sono varie centinaia. Il grande numero di persone da seguire richiede da noi un maggiore sforzo ed anche qualche cambiamento. Le relazioni con le persone e i gruppi vanno impostate in modo diverso; occorrono nuovi catechisti, nuove strutture e luoghi d'incontro. È bello, ma ci sono anche tanti problemi da risolvere.

Lo scorso ottobre sono definitivamente partiti da Bongor gli oblati di Maria Immacolata, i missionari francesi che hanno lavorato in questa missione per 50 anni. Ora siamo rimasti solo noi saveriani per seguire la pastorale di tutte le comunità che compongono la nostra parrocchia.

È una missione molto vasta e varia. Pensate: la comunità cattolica è composta da ben 12 etnie diverse, ciascuna con la sua lingua particolare. I Masa, che sono l'etnia originaria di Bongor, sono la grande maggioranza dei cristiani: circa il 70 per cento. Ma anche le altre comunità sono vivaci, sebbene numericamente più piccole.

Per ovviare alla babele di lingue, abbiamo deciso che le liturgie saranno tradotte solo in masa e in arabo. Il masa è la lingua della maggioranza della comunità; l'arabo è la lingua ufficiale più diffusa in città. Anche io ho dovuto mettermi a studiare i rudimenti di lingua araba-ciadiana.

Ho frequentato solo un corso di un mese. Lo so, non è molto; ma mi è davvero difficile trovare il tempo per fare di più. Ci sono poi tante altre attività connesse alla missione. Porto qualche esempio. Le scuole di base nei villaggi della savana, dove lo stato non riesce a farsi carico dell'istruzione elementare.

La gente dei villaggi vivono in situazione di povertà, ma sono molto simpatici. I dispensari nelle zone più interne, totalmente abbandonate dal sistema sanitario pubblico. Una scuola di specializzazione agricola, e tante altre iniziative di sviluppo e promozione umana. Insomma, c'è da divertirsi!

Ma cerchiamo di vedere tutto alla luce del vangelo. Questo è il motivo unico della mia e della nostra presenza qui in Ciad: aiutare a conoscere Gesù e ad amarlo, per poter gioire dell'incontro con Lui. Senza questo, tutto cade, tutto passa. Solo il suo amore rimane per sempre.

Lasciamo che Cristo entri nei nostri cuori e cambi la nostra vita. A voi tutti i miei migliori auguri. Con affetto e riconoscenza.



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