Tante famiglie insieme
Luglio e agosto sono i mesi in cui tutti parlano di ferie. Non so quanti dei nostri amici lettori siano in vacanza. Ovunque vi troviate, vorremmo raggiungervi anche con questo numero di “Missionari Saveriani” che vale doppio, cioè per due mesi.
Vi rivolgiamo i migliori auguri per un’estate serena e vi comunichiamo le “ultime” notizie della comunità.
La festa dei familiari
A buon diritto, i familiari dei missionari romagnoli hanno nella casa dei saveriani a S. Pietro in Vincoli un punto di riferimento. Il loro tradizionale incontro quest’anno si è svolto domenica 30 aprile.
A intrattenere gli ospiti ci è mancata la “personalità” della direzione generale dei saveriani. Al suo posto, però, sono venuti due personaggi romagnoli doc: p. Gino Foschi di Forlì e p. Loris Cattani, nato a Fiumazzano di Alfonsine, in diocesi di Faenza.
Il primo, in qualità di direttore spirituale della teologia di Parma, ci ha parlato del problema vitale delle vocazioni e della loro formazione nel contesto internazionale. Le comunità saveriane di teologia sono cinque, sparse in quattro continenti, per un totale di 76 studenti. Quella di Parma conta 21 studenti, di otto diverse nazionalità.
Padre Loris, responsabile dell’assistenza ai saveriani malati e anziani a Parma, ha spiegato quanto sia preziosa questa fase nella vita dei missionari e come sia affrontata dai singoli e dalla congregazione. Come in ogni famiglia, l’arrivo e la partenza di un componente (p. Loris ha usato l’espressione “cambio del treno”) sono eventi che riguardano la congregazione intera, e quindi anche la famiglia saveriana allargata.
Padre Loris e p. Gino hanno esposto il proprio messaggio sia nell’incontro di accoglienza, sia nella concelebrazione eucaristica. Tutti e due sono stati accolti con la stessa attenzione con cui si accoglie un membro della famiglia. Li ringraziamo entrambi per essere stati con noi.
I missionari e le parrocchie
Nei mesi scorsi, sono stati nostri ospiti i padri Giuseppini del Murialdo delle comunità di Ravenna e Cesena, gli economi di tutte le comunità saveriane in Italia per la loro assemblea annuale, e gli ex-allievi salesiani per il ritiro spirituale. Ma i gruppi più numerosi vengono dalle parrocchie.
Quest’anno le parrocchie di S. Paolo di Forlì e di Roncalceci, con don Mino e don Massimo, e la parrocchia della Pianta, con don Amedeo, sono venute due volte. È venuta anche la parrocchia S. Paolo di Ravenna.
Accogliamo volentieri le parrocchie per due motivi. Il primo è che ci sentiamo collaboratori nella crescita e nella santificazione della chiesa locale, lievito e luce di vita cristiana per il mondo missionario. Il secondo motivo è questo: i genitori, anche di diverse parrocchie, che si trovano insieme per motivi spirituali e condividono la propria esperienza nel contesto di una comunità missionaria, realizzano l’aspirazione del beato Conforti: “fare del mondo una sola famiglia”.
Se poi i missionari non si accontentano di mettere a disposizione gli spazi della casa e del parco, ma partecipano mettendosi a disposizione dei gruppi, dei genitori e dei ragazzi, allora il successo per la crescita della parrocchia è assicurato. Una mamma ci ha fatto questa confidenza: “È dal giorno del matrimonio, 15 anni fa, che non provavo un’emozione così forte!”.
Dietro le quinte, sui fornelli
Dicono i bravi esegeti che Gesù andava spesso a Betania, con gli apostoli. Ci andava volentieri, non solo perché c’era Maria, assetata della Parola di Dio, ma anche perché in cucina c’erano le mani esperte della sorella Marta, che preparava tante cose buone...
Nella cucina dei saveriani a S. Pietro in Vincoli, ci sono Tiziana e Annalisa. Ecco perché tutti vengono volentieri! Senza di loro, l’ospitalità avrebbe un... sapore diverso. È doveroso rivolgere un “grazie” anche a loro.








