Suor Maria Felice da Barletta
Una vita che grida al vangelo
Vogliamo raccontarvi la storia di una suora pugliese, che ha vissuto lo spirito e il carisma missionario dentro a un convento di clausura, irradiando felicità e pregando per i sacerdoti, sull'esempio di santa Teresa del Bambino Gesù. È la storia di Vincenzina Sfregola, nata a Barletta (BA) nel 1905.
“Farsi santa e salvare le anime”
Ancora giovane, Vincenzina era entrata nella compagnia di san Paolo a Roma, un istituto secolare sorto a Milano verso il 1920, con l'ispirazione del cardinale Andrea Ferrari. Per cinque anni aveva vissuto un'esperienza di vita religiosa e caritativa in un quartiere povero della città. Ma in seguito ella scelse definitivamente la vita del chiostro. Così, nel 1933 entrò nel monastero delle clarisse di Lovere (BG), prendendo il nome di suor Maria Felice del Preziosissimo Sangue.
Pur trascorrendo molti anni in rigida clausura, riusciva ugualmente a irradiare, oltre la grata del convento, le sue virtù di sacrificio e penitenza, di umiltà e pazienza. Aveva un'idea fissa: “farsi santa e salvare le anime”. Per 33 anni, il suo sforzo di perfezionarsi fu costante, sorretta specialmente dalla fede nell'Eucaristia e dall'esempio del Crocifisso, da un'ardente devozione per la Vergine Maria, per san Francesco e santa Chiara. Ha amato la sua comunità fino a sacrificarsi per essa, desiderando di trovarvi un vero angolo di paradiso. Suor Maria Felice si è addormentata nel Signore nel 1966. Le spoglie sono sepolte nel cimitero monumentale di Barletta.
Si è donata a Dio e ai fratelli
Padre Ruggiero Strignano, domenicano, parla così della zia Vincenzina: “Ha conosciuto la missione attiva, operando tra gli emarginati, tra i poveri della società del suo tempo. Ha svolto un ruolo di accoglienza e di servizio verso gli ultimi di Roma, tentando di eliminare l'egoismo nei confronti dei più deboli. Nel fare questo, ha sempre mostrato il volto gioioso di chi ha incontrato Cristo, riconosciuto nel prossimo. Mai si è sentita disturbata nei suoi impegni e progetti quotidiani”.
Per p. Ruggiero l'esigenza di “chiudersi” in clausura non era un modo per isolarsi, ma per raggiungere, attraverso la preghiera, il sacrificio e l'offerta totale di sé, tutti i fratelli sparsi nel mondo. “La sua vita gridava al vangelo, nonostante la sua scelta di vita nascosta in clausura”. Certe vocazioni non s'improvvisano. La famiglia, alcuni sacerdoti e l'ambiente di vita hanno avuto un ruolo importante nella formazione umana e cristiana di suor Maria Felice.
Don Andrea Rodella, cappellano del noviziato delle clarisse a Lipomo (CO), ritiene che il nome scelto da Vincenzina nel giorno della sua professione religiosa, sia un programma di vita: “Significa essere felice , donando tutta se stessa a Dio, fino alla fine, come prova di amore per lui. Non vi sono prodigi nella sua vita, non visioni, né fatti spettacolari, ma solo una grande corrispondenza alla grazia, un grande amore al silenzio, una generosa donazione a Dio e alle anime”.
Monaca con i piedi a terra
Dagli scritti di suor Maria Felice emergono molto buon senso e pragmatismo, uniti allo spirito soprannaturale che costantemente la guidava. In una lettera rivolta ai suoi cari, appare ben preciso il suo orientamento vocazionale.
“Voi sapete meglio di me come si va a finire quando si rifiutano a tempo opportuno le offerte di fidanzamento, per motivi di naturale vanità femminile. Si vuole il principe delle Murge per compagno di vita, ricco, bello, invece di pensare all'onesto lavoratore e buon cristiano. No a questo, no a quello, le primavere passano e non tornano più. Quanti matrimoni celebrati in tarda età, dopo aver sciupato la giovinezza, senza giusti motivi!
Ogni individuo che senza un ragionevole motivo resta nubile o celibe, delude la società, delude lo scopo e il fine di Dio Creatore! Il Signore ha pensato a chi non si sente di formare una famiglia materiale, ed ecco che ci sono i monasteri, gli ordini religiosi, il sacerdozio. Anch'essi formano una famiglia spirituale. Un'anima consacrata a Dio per suo amore, può essere più feconda di una maternità puramente umana.
Pregate il Signore e la Madonna con umiltà e perseveranza circa la scelta del vostro stato, intanto che siete ancora in tempo... Gli anni passano anche su di voi”.
- Per informazioni su suor Maria Felice, richieste di immaginette, ecc, rivolgersi a p. Ruggiero Strignano, o presso il conveento dei Padri domenicani, piazza Tommaso Campanella, 87100 Cosenza.








