Skip to main content

Sud/Nord Notizie: Ma basta solo contare i voti? - Chi cambia e chi no

Condividi su

MA BASTA SOLO CONTARE I VOTI?

Malesia: vincono i moderati. Il partito moderato del premier Badawi si è aggiudicato una netta vittoria nelle elezioni politiche tenutesi a metà marzo. Sconfitta, invece, l’opposizione musulmana di tipo radicale, additata come minaccia per la sicurezza e lo sviluppo della nazione. Ora si spera che nel Paese qualcosa cambi anche per i cristiani che godono di una libertà religiosa molto limitata. Basta ricordare che se un cristiano vuole sposare una ragazza musulmana deve convertirsi all’islam, ma se un musulmano si converte al cristianesimo va in prigione.

Taiwan: riconfermato il presidente. Il presidente Chen Sui-bian è stato rieletto, ma l'esito del voto è stato contestato. Su oltre 30 milioni di votanti, infatti, avrebbe avuto solo 30 mila preferenze in più rispetto al candidato Lien Chan, mentre le schede nulle sono più di 300 mila. Da notare che i militari non hanno votato. Dubbi vengono sollevati sull’attentato subito da Chen pochi giorni prima delle elezioni che avrebbe causato uno spostamento di voti a suo vantaggio. I due referendum proposti dal governo, e che la Cina ha dichiarato anti-cinesi, non hanno raggiunto il numero legale minimo dei votanti. Nei mesi precedenti, il governo taiwanese aveva proposto alla Cina di creare una zona smilitarizzata tra le due parti dello stretto e di effettuare uno scambio di inviati.Si spera che la questione elettorale non metta a rischio la stabilità politica ed economica dell'isola, che cerca di proporsi come esempio di democrazia all'interno del vasto mondo cinese.

Un missionario commenta: "La democrazia si impara in secoli. Tra libertà e pane, è più facile che si scelga il pane; come farebbero quasi tutti".

Alla fine di gennaio, incontrando il nuovo ambasciatore di Taiwan, il Papa ha affermato che “la libertà religiosa è un valore essenziale e non va dimenticata la carità verso i poveri. La religione e le tradizioni culturali di Taiwan danno testimonianza del fatto che lo sviluppo umano non dovrebbe limitarsi al successo economico o materiale”.

Indonesia: elezioni parlamentari. Nonostante i timori della vigilia, le elezioni parlamentari dell'aprile scorso si sono svolte in modo pacifico. L’hanno confermato gli osservatori internazionali che si sono complimentati con Jakarta. La delegazione dell’Unione europea era composta da 231 persone che non hanno rilevato gravi casi di intimidazione.
Dai risultati ancora parziali (dopo due settimane dal voto), il Golkar, schieramento dell’ex dittatore Suharto, sarebbe in lieve vantaggio rispetto al Partito di lotta per l’Indonesia della presidente Megawati Sukarnoputri.
Prima delle elezioni, nei distretti di Aceh era stata notata l’attività dei guerriglieri separatisti: case bruciate, sequestri e uccisioni, allo scopo di scoraggiare la gente al voto.

La chiesa indonesiana aveva invitato a riflettere sulla risoluzione dei conflitti. Allo scopo, in quaresima, era stato distribuito un sussidio a tutte le parrocchie del Paese suggerendo anche azioni concrete per difendere la dignità umana e costruire una cultura di non-violenza.

CHI CAMBIA E CHI NO

Kuwait: niente voto alle donne. IUna commissione parlamentare kuwaitiana ha respinto un progetto di legge del governo per dare alle donne il diritto di candidarsi e votare nelle prossime elezioni municipali. La costituzione del Kuwait garantisce in teoria l’uguaglianza, ma la legge elettorale concede il diritto di voto solo ai cittadini maschi.

Iraq: la costituzione provvisoria. Il Consiglio governativo iracheno ha approvato, dopo un lungo e faticoso lavoro, una costituzione provvisoria che proibisce discriminazioni contro le donne e identifica l’islam come religione ufficiale dello Stato. Viene concessa anche una limitata forma di autonomia alla regione del Kurdistan. Feisal al Istabadi, presidente della commissione costituzionale, ha definito il documento la costituzione più liberale del Medio Oriente: “Se verrà realmente adottata, noi saremo sulla buona strada per costruire una vera democrazia in questo Paese”.

Cina: novità costituzionali. Lo scorso marzo, il parlamento cinese ha votato 13 emendamenti alla costituzione che introducono per la prima volta nella storia della nazione comunista la legittimità della proprietà privata e il rispetto dei diritti umani. Erano state emesse già alcune leggi ordinarie sulla proprietà privata, ma la sua legittimità rappresenta un passaggio importante nell’attuale fase di transizione della Cina e rassicura l’emergente classe imprenditoriale, diventata un fattore importante anche per il governo di Pechino. La costituzione si è arricchita del principio secondo cui “lo stato rispetta e tutela i diritti umani”, anche se mancano i riferimenti alle libertà civili e politiche.



Scarica questa edizione in formato PDF

Dimensione 16949.21 KB

Gentile lettore,
Continueremo a fare tutto per portarvi sempre notizie d'attualità, testimonianze e riflessioni dalle nostre missioni.
Grazie per sostenere il nostro Giornale.


Altri articoli

Edizione di Dicembre 2005
Un sogno che si è realizzato Appena la conoscenza della lingua mentawaiana lo ha permesso, p. Aurelio Cannizzaro e i due fratelli p. Piero e p. Ange…
Edizione di Maggio 2017
La casa dei saveriani di Vicenza anche quest'anno ha ospitato un nuovo gruppo di "Insieme per la Missione". Si tratta di un percorso formativo bienna…
Edizione di Gennaio 2007
La giornata mondiale dei malati di lebbra, che quest'anno osserviamo il 28 gennaio, ultima domenica del mese, ci dà l'occasione per invitare tutti i…
Logo saveriani
Sito in costruzione

Portale Unico dei Saveriani in Italia

Stiamo finalizando la nuova versione del portale

Saremmo online questa estate!

Ti aspettiamo...

Versione precedente del sito