Sud/Nord Notizie: G8, Sierra Leone, guerre, droga e Brasile
Niente di nuovo...
Vertice G8: un flop! Nulla di fatto al G8 di Toyako, in Giappone, e tutto rimandato al prossimo vertice.
Anche per quanto riguarda il capitolo "Africa e sviluppo", l'incontro non ha sorpreso, limitandosi a ribadire le vecchie promesse. Unica novità, la creazione di un "gruppo di esperti" incaricato di verificare l'applicazione degli impegni (non) presi!
• Vertice G8: Il commento. Per la Caritas internazionale, il G8 è stato un vertice all'insegna dell'inerzia che non ha portato passi avanti né per gli aiuti in Africa, né per il raggiungimento degli obiettivi del millennio contro la povertà e nel contrasto ai cambiamenti climatici. È stato dato solo un quinto dei 50 miliardi di dollari per lo sviluppo, promessi cinque anni fa dal gruppo di paesi più ricchi del mondo.
Deludente e insufficiente è stato definito il piano per ridurre del 50% le emissioni di gas serra posticipato al 2050. Il rischio è che tutto il pianeta possa pagare il prezzo di un clima globale sempre più ostile.
C'è molto da fare
• Sierra Leone: elezioni e problemi. La Sierra Leone è andata alle urne per le elezioni amministrative (regolari e con bassa affluenza), ma i problemi irrisolti sono tanti, come spiega il saveriano mons. Biguzzi, vescovo di Makeni. "Qui si calcola tutto in sacchi di riso: dall'anno scorso i prezzi mondiali sono impazziti e ora i salari medi bastano sì e no per comprarne uno. Le tensioni pre-elettorali vanno collocate sullo sfondo più generale di una situazione mondiale difficile e di un sistema sociale debole".
In ottobre, l'Onu completerà il ritiro della missione incaricata di mantenere la pace dopo il conflitto civile combattuto tra il 1991 e il 2002. "È un fatto simbolico, dice mons. Biguzzi, che non cambierà la storia della Sierra Leone".
• Guerre dimenticate. Secondo un rapporto curato dalla Caritas italiana in collaborazione con "Famiglia Cristiana", dal 1960 a oggi il numero delle vittime dei disastri naturali è aumentato del 900%! La causa va ricercata nelle peggiorate condizioni di vita della metà più povera della popolazione (i 150 miliardi di dollari spesi dal mondo per aiuti allo sviluppo sono niente rispetto ai 1.200 che ogni anno sono destinati agli armamenti). Eppure, l'opinione pubblica dei Paesi industrializzati è poco informata su questa realtà. In Italia, per esempio, il 20% della popolazione non è in grado di indicare alcun conflitto armato del pianeta risalente agli ultimi 5 anni...
• Droga in aumento. Secondo un rapporto delle Nazioni Unite, nel 2007 è aumentata la produzione di droga nel mondo. Il nuovo crocevia dei traffici di stupefacenti è l'Africa occidentale, in particolare la Guinea Bissau, anche se una recente operazione antidroga in Messico ha portato sotto i riflettori la drammaticità dell'emergenza narcotraffico nel Paese centroamericano. Le coltivazioni di cocaina si trovano soprattutto in Colombia, Bolivia e Perù. La produzione dell'oppio è concentrata tra Afghanistan e Birmania.
• Brasile: stop alla deforestazione. Il presidente Lula ha deciso di inasprire le pene per chi disbosca la foresta amazzonica. Il decreto prevede il sequestro immediato delle terre deforestate e il raddoppio delle multe a chi viola le leggi a tutela dell'ambiente. Spesso però, se un latifondista illegale ricorre alla giustizia, occorrono anni per una sentenza e la magistratura è di solito più attenta alla proprietà privata che all'ambiente. Inoltre, il governo si deve scontrare con gli interessi dei "ruralisti", un movimento trasversale che difende gli interessi dei latifondisti, e conta oltre 200 parlamentari su 500 alla Camera dei deputati.
Ad aprile il disboscamento aveva interessato 1.123 chilometri quadrati di foresta (soprattutto nello stato del Mato Grosso). Per rimediare, Lula ha firmato un decreto con cui si crea il "Fondo Amazzonia", così da rafforzare la tutela delle foreste. Chi sosterrà il "Fondo", avrà diritto a un'esenzione fiscale sulle donazioni.








