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Missioni Notizie: Bahrein, Nepal, Congo RD, Thailandia, Vanuatu

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Dialogo e libertà

Conferenza interreligiosa. Si è tenuta a Madrid la grande conferenza per il dialogo tra le religioni convocata dal re saudita Al Saud. L'iniziativa ha riunito 200 personalità appartenenti a ebraismo, cristianesimo e islam, oltre a diversi esponenti delle religioni asiatiche. "Tutti siamo creature di Dio, tratta gli altri come vorresti che trattassero te", è stata la regola d'oro seguita nei lavori. I partecipanti hanno promosso anche un patto comune contro il terrorismo, considerato "un ostacolo al dialogo e alla coesistenza pacifica".

Il cardinale Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, ha concluso la conferenza, individuando tre obiettivi per il futuro: "Promuovere la conoscenza reciproca, incoraggiare lo studio delle religioni in maniera obiettiva, formare le persone al dialogo interreligioso... Tutti coloro che cercano Dio hanno pari dignità. Come credenti non crediamo nel fato, avendo ricevuto da Dio un cuore e un'intelligenza; con il suo aiuto possiamo cambiare il corso della storia".

• Bahrein: un'ebrea ambasciatore. Il sovrano del Bahrein ha affidato a una donna ebrea, Uda Nunu, l'incarico di ambasciatore negli Stati Uniti. È una decisione senza precedenti in un Paese arabo. La signora Nunu è una dei 37 cittadini ebrei del Paese su un totale di 650mila.

Violenza e rinascita

• Nepal: ucciso un salesiano. Don Johnson Moyalan, salesiano indiano missionario in Nepal, è stato ucciso da un gruppo di persone armate, forse appartenenti a un gruppo terroristico. Don Johnson era una persona attiva ed entusiasta del lavoro educativo-pastorale nella scuola elementare della missione a Sirsia. "Si fidava tanto della gente del villaggio - ha spiegato il fratello - aveva stretto rapporti con tutti gli abitanti, viveva e lavorava come loro. C'era affetto e rispetto reciproco".

• Congo RD: i vescovi alzano la voce. S'intitola "È tempo di svegliarci" il messaggio diffuso dai vescovi del Congo durante la 44esima assemblea plenaria a Kinshasa. "È scandaloso e inaccettabile che gli abitanti di un Paese con così tante ricchezze debbano continuare a nutrirsi grazie a programmi d'aiuto umanitario; in Congo si muore di fame e intere famiglie sono prive di un'adeguata assistenza da parte dello Stato". Ampio risalto è dato alla necessità di lottare contro la corruzione, che ha raggiunto proporzioni insopportabili. Inoltre, i vescovi denunciano lo sfruttamento massiccio e abusivo delle risorse minerarie e forestali. Spesso i cercatori congolesi di coltan lavorano in condizioni disumane, molti muoiono sepolti vivi dagli smottamenti. E tutto a vantaggio dei signori della guerra, padroni dei traffici illegali.

• Thailandia: stop al traffico d'esseri umani. Fornire un'istruzione adeguata alle potenziali vittime del traffico di esseri umani è la missione di alcune suore in Thailandia, impegnate in questa battaglia. Il Paese, infatti, è al secondo posto nel rapporto sul traffico umano. Le religiose del Buon Pastore hanno fondato in zone remote scuole basate sull'istruzione nazionale obbligatoria e hanno aperto centri per chi vuole accedere alle superiori. Le suore del Sacro Cuore si sono prese cura di 15 ragazze che stavano per essere vendute e le suore di San Paolo di Chartres hanno messo in piedi una scuola professionale dove è possibile imparare un mestiere e l'economia domestica.

Il traffico mondiale d'esseri umani è difficile da estirpare, il 70% delle vittime sono donne e ragazze, la metà adolescenti e minorenni. È un mercato legato allo sfruttamento sessuale che ha un giro d'affari di 3 miliardi di dollari.

Una storia speciale

• Chi dopo mons. Visi? Il 19 maggio 2007 moriva improvvisamente a soli 52 anni mons. Michel Visi, vescovo da più di 10 anni di Vanuatu, capitale di un arcipelago nell'oceano Pacifico. Mons. Visi ha lasciato un vuoto incolmabile. I padri maristi, missionari in quelle isole, hanno più volto raccolto le sue confidenze, le sue gioie, le sue delusioni, le sue speranze per il popolo che gli era stato affidato. Colpivano la sua modestia e la delicata premura. Non esitava ad andare con scarpe in mano e piedi inzuppati negli angoli più sperduti della diocesi. Seduto attorno al fuoco, era uno di loro; senza privilegi o titoli, dormiva in una capanna di foglie. Parlava poco, ma le sue parole erano sagge e umili.

Suor Tarcisia Toninelli, missionaria marista a Vanuatu e lettrice assidua di "Missionari Saveriani", in una lettera ci ha scritto: "A più di un anno di distanza, siamo in attesa di sapere chi sostituirà mons. Visi che è stato il quinto vescovo dall'arrivo dei maristi nel 1887, ma il primo diocesano locale. Noi missionari siamo pochi e quasi tutti anziani, ma c'è la chiesa locale che lavora per il Paese e per il mondo. Nel nostro piccolo, 4 suore e 4 padri (due maristi e due diocesani) sono in missione fuori Vanuatu".



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