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Sud/Nord Notizie: Brasile, Sri Lanka, Congo RD, mercurio e uranio

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Novità positive, ma...

Brasile: sentenza storica. Nell'abbandonare le loro proprietà i fazenderos bruciano tutto, per non lasciare niente a chi arriva. Per la prima volta a essere cacciati dalla loro terra, nell'Amazzonia brasiliana, non saranno gli indigeni, vincitori di una battaglia legale che riconosce i loro diritti e vieta ai latifondisti di dividersi la foresta nella regione di Roraima.

Nella sentenza del supremo tribunale federale ci sono però alcune clausole ambigue. I giudici infatti hanno stabilito che i governi federali - alcuni dei quali sono anti-indio - dovrebbero essere coinvolti in modo più attivo nei processi di demarcazione dei territori indigeni, che i popoli indio non devono essere consultati su progetti di sviluppo "di interesse nazionale" e che i territori indigeni già demarcati non possono essere ampliati.

• Sri Lanka: 100mila morti. I telegiornali e i quotidiani hanno dato spazio alla fine della guerriglia, ma secondo stime dell'Onu il conflitto etnico-separatista in Sri Lanka durato 27 anni ha provocato almeno100mila vittime. Intanto, le organizzazioni umanitarie internazionali chiedono di poter entrare nelle zone dove si sono svolti i combattimenti per aiutare feriti e civili. I profughi al momento sarebbero almeno 300mila.

Risolvere con urgenza la questione dei profughi, tutelare i diritti delle minoranze, mettere in atto le misure per garantire una "pace giusta" sono le richieste della chiesa in Sri Lanka. L'arcivescovo di Colombo, mons. Gomis ha affermato che "la guerra sarà finita del tutto quando saremo tutti un solo popolo in un paese unito, con diritti uguali per tutti. Dobbiamo abbandonare le divisioni e perdonarci a vicenda".

Nodo intricato

• Congo RD: terrore continuo. Nonostante l'accordo di Goma del 23 marzo tra le autorità di Kinshasa e il Cndp, movimento filo-ruandese, la situazione nel nord Kivu rimane tragica, anche a causa degli attacchi condotti da un altro gruppo ribelle, le Forze democratiche per la liberazione del Ruanda (Fdlr). Negli ultimi due mesi, oltre 100mila persone sono state costrette a fuggire. I ribelli stanno conducendo una campagna di terrore porta a porta, con rappresaglie contro la popolazione.

• Congo RD: il commento. I missionari di "Rete Pace per il Congo", tra cui p. Silvio Turazzi, sono stati a Goma per la Pasqua. Hanno descritto la situazione attuale e hanno fatto un'analisi sull'accordo, esprimendo forti perplessità. Non una sola parola è pronunciata contro l'impunità per i crimini commessi né sulle esigenze della giustizia; persiste la tendenza verso un modello di suddivisione del territorio nazionale.

"Il progetto politico di pace del Paese è chiaro: consolidare esercito nazionale e polizia, mobilitare la gente attorno al progetto comunitario, amnistia ma senza sconti per i responsabili dei crimini contro l'umanità, aiuti internazionali per nuove strade e infrastrutture, bloccare lo sfruttamento illegale delle ricchezze. La pace vera è ancora lontana, ma i vescovi e la chiesa sono vicini alla gente".

Corsa alle risorse

• Mercurio pericoloso. Con le Borse in crisi è l'oro il bene su cui puntano i mercati. Ma la febbre dell'oro ne trascina un'altra inosservata e pericolosa, quella al mercurio. Nelle miniere di molte nazioni il mercurio liquido è utilizzato per purificare i frammenti d'oro raccolti nel terreno molto più velocemente rispetto al "setaccio". Ma quel metallo è anche una condanna. I minatori che lo usano ogni giorno sono esposti a danni irreversibili per la salute. Di più, il mercurio bruciato da fornaci ed emesso nell'atmosfera da centrali di carbone, ricade sulla terra con piogge acide, contamina le acque potabili e attraverso i fiumi può arrivare agli oceani e depositarsi negli organismi dei grandi pesci (tonno, spada e merluzzo).

• Niger: caccia all'uranio. Sono iniziati i lavori per la più grande miniera d'uranio in Africa. L'apertura è prevista entro tre anni e produrrà circa 5mila tonnellate di uranio all'anno. Per il Niger, tra i Paesi più poveri del continente, la vendita d'uranio è una delle maggiori fonti di guadagno. A capo del progetto c'è l'azienda Areva, gigante francese nella produzione di energia nucleare a cui andranno i profitti maggiori. L'area delle estrazioni è abitata dai tuareg, con i quali il governo avrebbe raggiunto un accordo dopo oltre due anni di guerra. Ma nessuno dice se anche la gente godrà di qualche... briciola. L'Africa, con la Namibia al primo posto, ha le più vaste riserve al mondo d'uranio.



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