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Missioni Notizie: Indignazione, Durban, Filippine, Islam, musulmane...

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C'è da fare

Firmiamo la nostra indignazione! Le commissioni difesa di Camera e Senato il 7 e 8 aprile hanno espresso parere favorevole al "Programma pluriennale" relativo all'acquisizione del sistema d'arma Joint Strike Fighter (JSF,) il faraonico progetto che il governo italiano intende finanziare per la produzione e acquisizione di 131 cacciabombardieri. Costo stimato: oltre 13 miliardi di euro, nel periodo 2009-2026.

Di fronte alla crisi economica e alle calamità naturali che hanno colpito una parte dell'Italia, è inammissibile e immorale che il governo si impegni a investire decine di miliardi di euro per l'acquisizione di cacciabombardieri. Per questo, migliaia di persone hanno aderito alla campagna di indignazione nazionale online, andando sul sito www.firmiamo.it/campagnaindignazionenazionale, dove hanno firmato una petizione da inviare a governanti e politici italiani. Per contattare la Campagna di Indignazione Nazionale, scrivere a: campagnaindignazionenazionale@gmail.com

• Durban: "no" al razzismo. Sono 182 le nazioni che hanno adottato la Dichiarazione finale di "Durban II", la Conferenza dell'Onu contro razzismo, xenofobia e altre forme di intolleranza. Italia, Olanda, Polonia, Repubblica Ceca e Germania hanno boicottato la Conferenza accanto a Israele, Stati Uniti, Australia, Canada e Nuova Zelanda.

La Santa Sede considera "il razzismo, la discriminazione razziale e la xenofobia mali che corrodono la società e producono innumerevoli vittime". Mons. Tomasi, rappresentante vaticano, ha detto: "Lo straniero è troppo spesso rifiutato al punto che contro di lui vengono commessi atti barbari, compreso il genocidio e la pulizia etnica. Le vecchie forme di sfruttamento lasciano il posto alle nuove: donne e bambini sono vittime di traffici di una moderna schiavitù".

Cercare il dialogo

• Filippine: 25° di "Silsilah". Mentre nelle Filippine l'esercito regolare continua la sua offensiva ai danni dei ribelli musulmani, il movimento per il dialogo islamo-cristiano "Silsilah" (Catena) celebra il 25° anniversario della sua fondazione. Tutta la grande famiglia del movimento, nato da un'idea del missionario del Pime p. D'Ambra, si è riunito nella sede alla periferia di Zamboanga, sull'isola di Mindanao, per incontri, commemorazioni e preghiere. Oggi "Silsilah" ha diversi settori e gruppi, coinvolge leader civili e religiosi, adulti e giovani, cristiani e musulmani. Tutti condividono la pratica del dialogo, basato su una spiritualità che s'ispira al profondo rispetto per il prossimo, al di là delle differenze di religione o cultura.

• Islam: il cammino prosegue. Tra sfide e sintonie, il dialogo tra cristiani e musulmani in Europa procede. L'hanno detto vescovi e delegati nell'incontro promosso a Bordeaux dalle Conferenze episcopali d'Europa. Sono state affrontate le questioni legate ai matrimoni misti, all'integrazione nelle scuole e alle tensioni suscitate in alcune città dalla costruzione di moschee e minareti. C'è la convinzione che il rapporto con i musulmani (4% della popolazione europea) non possa più essere affrontato come semplice fenomeno migratorio. Infatti, in molti Paesi i musulmani appartengono alla seconda, terza, quarta o addirittura quinta generazione. Quindi, si tratta di persone nate ed educate in Europa, che si sentono cittadini europei.

Una storia speciale

• Musulmane in... clausura. Il gruppo "Camminare insieme" di Fiorano (MO) da alcuni anni è impegnato in esperienze di dialogo interreligioso. Famiglie italiane s'incontrano la sera con famiglie musulmane che vivono nella zona. Insieme, consumano la cena, durante la quale si scambiano informazioni, aspetti e curiosità della propria esperienza culturale e religiosa. Sono passate così dall'indifferenza alla conoscenza, all'incontro e all'ascolto. L'esperienza si è trasferita fuori dalle mura domestiche: fedeli musulmani hanno visitato chiese, santuari e conventi. È stato organizzato anche un incontro tra alcune donne musulmane e le monache del Carmelo di Sassuolo.

Siham, una ragazza del gruppo, dopo aver partecipato per la prima volta a questa esperienza ha detto: "È stato un incontro particolare con sensazioni contrastanti. Vedendo la grata che ci divideva e sentendo che le monache non escono mai se non per motivi di salute, mi sono chiesta il motivo di tutto questo. Perché ragazze della mia età fanno una scelta così difficile, in un certo senso incomprensibile? Poi parlandoci e vedendole serene, libere e scherzose, capaci di battute e anche informate su ciò che avviene nel mondo, ho capito che questa esperienza poteva avere un senso.

L'incontro mi ha offerto la possibilità di conoscere il cristianesimo anche da un punto di vista che non pensavo esistesse".



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