Storia è sempre lotta per la storia
A fine febbraio, S. Cristo ha fatto il tutto esaurito per l’incontro con Antonio Scurati, autore di un romanzo storico su Mussolini in cinque volumi. La presentazione del penultimo lavoro “M. L’ora del destino” è passata anche da Brescia, ospite dei Saveriani, e in particolare della rivista “Missione Oggi”, e della Cooperativa Cattolico-democratica di Cultura. A introdurre l’evento p. Mario Menin, direttore di MO, e Maurizio Pasetti autore video e amico personale di Scurati da molti anni.
È sempre difficile non ripetersi e non scadere nella banalità quando si è chiamati a parlare di un proprio lavoro. E Scurati è riuscito in questa operazione. Ha parlato di sé, della vita giovanile negli anni ’80, della sua generazione del disimpegno, del congedo da tutte le lotte che erano ormai alle spalle. La vita sembrava solo meravigliosa. Eppure, è stata anche l’ultima generazione ad essere educata all’antifascismo. E quando gli anni ’80 sono finiti dopo una lunga durata, come una risacca si sono visti ritornare simboli, gesti e modi di un passato che avevamo conosciuto solo attraverso il racconto dei padri.
La nonna di Scurati, trent’anni dopo gli eventi dell’occupazione fascista di Milano nel 1944, sentiva ancora la paura per quei fatti. Ed è stata la molla per raccontare, per ricordare, per riportare alla luce quel terrore, un impegno inaspettato per l’ex ragazzo degli anni ’80. “Ma - spiega Scurati - accade perché quella storia continua, perché i morti spesso camminano a braccetto con i vivi e cercano di agguantarli, perché siamo ancora dentro la nostra storia. E anche la lotta prosegue. Con quella storia anche la generazione più privilegiata deve fare i conti. Perché la storia è sempre lotta per la storia. E la democrazia è sempre lotta per la democrazia”.
Il fascismo è stato raccontato attraverso i fascisti. Per lo scrittore il fascismo è un fenomeno storico, non si ripete due volte, ma ha dei tratti distintivi e dei caratteri che ricorrono, sono visibili e riconoscibili e oggi sono conclamati, manifesti. Il fascismo può tornare in forme diverse e quindi è più sfuggente. Anzi, è già qui ma in modi mutati senza condividere tutte le caratteristiche come la violenza fisica omicida. L’augurio è che qualcuno possa riconoscere l’appartenenza ad un passato neofascista, senza rinnegarlo, ma prendendo le distanze perché poi ha capito.
Spesso ci dimentichiamo che chi ha a cuore la democrazia ora è frastornato, anzi colpito da sgomento. Però è un sentimento condiviso da molti. “Siamo in tanti, magari non in maggioranza, ma comunque tanti. E democrazia significa anche rispetto delle minoranze. Forse, bisognerebbe trovare delle vie per restare uniti e riappropriarsi del senso della combattività”.
Scurati anti social, anti streaming, non dispera nelle generazioni future, ma avverte. “Quanti si dedicano all’educazione dei giovani in casa e fuori? Non sono in tanti. Non basta generare per essere padri e madri. È un lavoro da svolgere un giorno dopo l’altro. Come si faccia non lo so, ma si deve”.
I ragazzi leggono più degli adulti; certo, leggono i libri che sentono di più dalla loro parte. Ma non rimangono ragazzi per sempre… E possono anche arrivare a leggere un volume, togliendolo dalla polvere di uno scaffale.








