“Specchio delle mie brame…” Nuovo allestimento museale, Parma
Dal momento in cui, secondo il racconto biblico, l'uomo percepì la propria nudità, ha cercato di coprire il proprio corpo, per pudore e per difesa dalle avversità del clima. Non solo. In tutte le culture, gli uomini e le donne hanno usato il proprio corpo sia come biglietto da visita per presentarsi agli altri e rendersi desiderabili e belli, sia come tessera di riconoscimento per potersi aggregare a un particolare gruppo di esseri a loro vicini o per distinguersi da altri gruppi, percepiti come diversi.
Il nuovo allestimento di una sezione del museo dei saveriani a Parma parte da questa premessa per esplorare usi e costumi di alcuni popoli, in particolare:
- gli indio kayapò dell'Amazzonia, che fanno un uso estensivo della pittura del corpo (in foto);
- il popolo mentawaiano dell'Indonesia, che usa il tatuaggio;
- la Cina con l'eleganza dei suoi abiti di seta (in foto);
- alcune culture dell'Africa che praticano la scarificazione.

Nonostante il titolo, l'allestimento non vuole fare una classifica di eleganza umana. Intende solo curiosare dentro un'umanità fatta di corpi e di ricerca del bello, a partire dalla propria immagine riflessa nello specchio con cui si apre l'allestimento e che maliziosamente suggerisce: "Il più bello sei tu...".
La mostra è visitabile nei prossimi mesi, tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18 (anche la domenica, dalle 15 alle 18). Resta chiusa il mercoledì e la domenica mattina.







