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Nelle sacrestie dei nostri paesi, in genere, ci sono gli austeri ritratti dei reverendi prevosti che si sono succeduti nella parrocchia. Accanto, ci sono altri ritratti, anch'essi rigorosamente a olio, di chi ha fatto “carriera” (un cardinale e tre vescovi). Fin da chierichetto, quei signori che mi guardavano con sguardo austero mi mettevano un po' di timore...

Per la festa della Madonna del Rosario a Cologno al Serio, mentre mi appresto a uscire in processione con tanto di piviale per accompagnare don Daniele, quei volti mi sembrano un po' più bonari. Per me è un giorno particolare, perché ricordo i miei quarant'anni di ordinazione presbiterale, mettendomi sotto il manto della Madonna che nonna Enrichetta ha contribuito, assieme a tante donne fedelissime, a far confezionare. Oggi, i giovanotti che una volta erano sotto le stanghe di legno del carro, lo spingono. La banda intramezza le preghiere del parroco, mons. Emilio. E io ripenso ai miei quarant'anni, alla prima messa, alla predica che feci la sera dopo la processione, una predica breve come il lampo. Quando il parroco don Michele Gerosa uscì dalla sacrestia per ascoltarmi stavo già ringraziando genitori, parenti, sacerdoti e amici. “Che fölmen!”, mi disse sorridendo...

Pensare a questi anni senza ricordare i vari don Battista, don Agostino, don Franco, don Michele è impossibile. La radice, dopo la famiglia e le care suore dell'asilo, sono loro. Poi, p. Bruno Marchetti ha proiettato il film “Fiamme”, il campeggio a Gromo San Marino e i primi anni ad Alzano e il gioco è stato fatto... Rimane comunque un mistero come abbia accettato di rinchiudermi in un seminario quando, alla fine dell'ultimo anno di vacanza in colonia, avevo giurato che non sarei andato mai più via da casa.
Dopo l'ordinazione sono stato destinato alla casa apostolica di Udine come animatore vocazionale. Per le strade del Friuli ho fatto più di 200mila chilometri in 6 anni. Qualche ragazzo di allora è diventato missionario e io ho ricevuto tanto dalla gente friulana! In particolare, ricordo don Antonio, parroco di Faedis, e mons. Alfredo Battisti, il vescovo del terremoto.

Dopo Udine, ecco Parigi per perfezionare il francese in vista della partenza per il Congo, nella missione di Kitutu. Fui accompagnato per il primo viaggio, 230 chilometri in 11 ore, dal compianto p. Simone Vavassori. A Kitutu c'erano i padri Sisto Da Rold, Piergiorgio Agostini e Gianpiero Valenti. Sono stati gli anni della gioventù, di fatti straordinari, dei safari impossibili, delle sfacchinate, dei canti delle piccole corali nelle cappelle di foresta con tamburi e maracas. Ho passato ore ad aggiustare e modificare le Land Rover sotto l'occhio severo di p. Giuseppe Crippa. Poi, Shabunada, ancora più lontano, con confratelli altrettanto bravi e intraprendenti. Anni pieni di fatiche e di soddisfazioni.



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