Solidarietà, pace e fraternità
Il responsabile dell’Associazione culturale Minhaj Ul Quran di Desio per Natale ha scritto alla comunità saveriana. Un nutrito gruppo dei pakistani frequenta la nostra casa per i loro incontri.
Cari padri Saveriani e comunità cristiana,
possa questo tempo sacro portare pace ai cuori, conforto agli animi e rinnovata forza per il cammino che ci attende. Nell'accingerci ad accogliere il nuovo anno, auspichiamo speranza e luce, e che le sofferenze e i pesi di quest'anno possano essere affidati al passato.
Il Natale è tempo di silenzio interiore, di riflessione, umiltà e di amore. È un momento che unisce popoli e culture diverse. All’interno delle religioni abramitiche, la nascita di Gesù riveste un significato profondo e condiviso per molti di noi. La Sua vita e il suo messaggio continuano a richiamarci ai valori della compassione, del sacrificio e della cura verso i più fragili. In questo spirito, sentiamo il bisogno non solo di celebrare, ma anche di ricordare.
Ricordiamo i nostri fratelli e sorelle che soffrono. Coloro le cui voci restano inascoltate, le cui esistenze sono segnate dalla guerra, dalla povertà, e dall’ingiustizia. Prima di ogni appartenenza religiosa, nazionale o etnica, siamo esseri umani. Ogni vita possiede una dignità inviolabile, e nessuna fede, nessun credo, nessun insegnamento morale può giustificare la violenza contro gli innocenti. Eppure, anche il 2025 si è concluso con il peso di innumerevoli vite spezzate, famiglie distrutte e futuri negati.
Il mondo contemporaneo appare gravato da conflitti e divisioni. La povertà continua a privare milioni di persone dei beni essenziali. La violenza prende il posto del dialogo. Queste realtà mettono alla prova non soltanto i sistemi politici, ma anche la coscienza morale dell’umanità. In tali circostanze, il rischio è quello di distogliere lo sguardo, di lasciarsi distrarre e di considerare la sofferenza come qualcosa di lontano o inevitabile.
Per evitare questo rischio, scegliamo di far sentire la nostra voce e di incoraggiarci reciprocamente a farlo. Crediamo che parlare in favore della pace, della giustizia e dell'umanità sia un dovere morale. Allo stesso tempo, riconosciamo una verità complessa: le voci individuali, pur essendo fondamentali, non sono sufficienti da sole. È necessario che i responsabili politici e le istituzioni agiscano con coraggio, responsabilità e integrità, che non chiudano gli occhi, che ascoltino e che assumano decisioni fondate non sul potere o sull’interesse, ma sulla dignità della persona umana e sulla compassione.
Nel celebrare questo giorno santo, non dimentichiamo coloro che non possono celebrare. Portiamoli nei nostri cuori, nelle nostre preghiere e nelle nostre azioni. Che questo tempo sia un rinnovato impegno verso la solidarietà, la pace e la fraternità. Possa il nuovo anno essere un tempo in cui l’umanità non venga compromessa, l’empatia non si affievolisca e la speranza non venga mai considerata una debolezza.
Preghiamo per un futuro in cui la compassione guidi le azioni, la giustizia sostituisca la violenza e i valori che proclamiamo trovino concreta realizzazione nel mondo che costruiamo. Il cambiamento nasce dalla coscienza e la fede, quando è vissuta con autenticità, ci chiama a custodire la vita, la dignità e la pace.








